Caso Celeste, Balduzzi: «Non è sperimentazione»

Redazione
25/08/2012

Nel giorno in cui la piccola Celeste è tornata a casa, concluso il ciclo di terapia con cui sta combattendo...

Caso Celeste, Balduzzi: «Non è sperimentazione»

Nel giorno in cui la piccola Celeste è tornata a casa, concluso il ciclo di terapia con cui sta combattendo l’atrofia muscolare spinale da cui è affetta, il ministro della Salute Renato Balduzzi ha criticato il trattamento promosso dal dottor Mario Andolina tramite Stamina Foundation Onlus: «Quella prestazione sanitaria», ha detto, «non ha i requisiti minimi per poter essere considerata una sperimentazione».
A BRESCIA PER LE CURE. La bambina veneziana di due anni era giunta a Brescia dove, nel reparto di oncoematologia pediatrica degli Spedali Civili, è stata sottoposta a un’infusione di cellule staminali adulte, dopo il via libera temporaneo arrivato dal tribunale di Venezia cui i genitori si erano rivolti per poter riprendere le cure ‘compassionevoli’.
LA SPERANZA DEL PADRE. Dopo l’infusione di cellule stava bene, come ha raccontato il padre Giampaolo Carrer, che continua ad essere fiducioso.
«Non abbiamo mai perso la speranza», ha detto, «e mai la perderemo».
BALDUZZI: «MANCANO REQUISITI MINIMI». Una doccia fredda è però arrivata in serata dal ministro Balduzzi, che parlando ad Avise (Aosta), ha detto: «Dalle ispezioni e dai documenti pervenuti al ministero, quella prestazione sanitaria non ha i requisiti minimi per poter essere considerata una sperimentazione. Essendoci su questa vicenda più procedimenti giudiziari, il ministero si astiene dal fare ulteriori commenti. L’importante è non dimenticare che l’efficacia medica e scientifica hanno bisogno di procedure di verifica, di validazione. Se no c’è il rischio purtroppo di affidarsi a miraggi. Se sia questo o meno il caso in questione, rispetto a ciò che ci risulta, la situazione è quella che ho appena riassunto».
LA REPLICA DEL PEDIATRA: «INFORMAZIONI INESATTE». A stretto giro la replica di Andolina, il pediatra che ha in cura Celeste. «Credo che il ministro Balduzzi abbia ricevuto informazioni inesatte da parte degli ispettori di Cnt (Centro nazionale trapianti) e Aifa, in quanto il peccato originale di questa indagine sta nel confondere sperimentazione con terapia compassionevole. Il decreto Turco, infatti, permette una terapia di questo tipo in laboratori non farmaceutici».
La partita sul futuro delle cure per la piccola Celeste è ancora aperta.