Ruby, corruzione giudiziaria: rinvio a giudizio per Berlusconi

Redazione
26/03/2018

Silvio Berlusconi di nuovo a processo per il caso Ruby. La procura di Milano ha infatti ottenuto dal Gup, Maria...

Ruby, corruzione giudiziaria: rinvio a giudizio per Berlusconi

Silvio Berlusconi di nuovo a processo per il caso Ruby. La procura di Milano ha infatti ottenuto dal Gup, Maria Vicedomini, il rinvio a giudizio del Cav nel terzo filone della vicenda, quello che riguarda l'ipotesi di reato di corruzione giudiziaria. La prima udienza si terrà il prossimo 9 maggio.

CHI SONO LE QUATTRO "OLGETTINE" COINVOLTE. Il leader di Forza Italia sarà processato con altre quattro persone, le "olgettine" Aris Espinosa, Elisa Toti, Giovanna Rigato e Miriam Loddo. È accusato di aver versato denaro alle ospiti delle «cene eleganti» di Arcore per non rivelare, durante le indagini scattate nel 2011, che nel corso degli incontri si consumavano rapporti sessuali.

I PRESUNTI VERSAMENTI ATTRAVERSO IL RAGIONIER SPINELLI. Berlusconi, secondo l'accusa sostenuta dai pm Tiziana Siciliano e Luca Taglio, attraverso il ragioniere Giuseppe Spinelli avrebbe versato circa 400 mila euro alle quattro ragazze «fino a ottobre del 2016», affinché mantenessero il loro silenzio con i magistrati. I versamenti sarebbero stati effettuati a processo in corso, ecco perché l'ipotesi di reato è corruzione in atti giudiziari. La sola Rigato, infine, è imputata anche per tentata estorsione, con l'accusa di aver preteso una cifra milionaria in cambio del suo silenzio.

ATTI RESTITUITI A MILANO. Al centro del nuovo processo ci saranno dunque i versamenti più recenti dell'ex premier, già rinviato a giudizio con altri 23 imputati nel filone principale del caso Ruby (prossima udienza il 7 maggio). La presunta corruzione in atti giudiziari sarebbe avvenuta a Milano, per questo gli inquirenti hanno chiesto e ottenuto la restituzione degli atti inizialmente trasmessi a Monza, Treviso e Pescara.

LA TESTIMONE IN HONDURAS PER L'ISOLA DEI FAMOSI. Rigato aveva chiesto di essere giudicata con il rito abbreviato, condizionato alla possibilità di sentire in udienza le testimonianze di un manager Mediaset e della showgirl Francesca Cipriani. I pm, però, hanno fatto notare che non si poteva aspettare che la soubrette tornasse dall'Honduras, dove sta partecipando all'Isola dei Famosi, e men che meno si poteva attivare un'implausibile rogatoria internazionale per ascoltarla come testimone. L'istanza, dunque, è stata respinta dal Gup e Rigato non ha chiesto l'abbreviato 'secco', ossia senza testimonianze.

COSA DICONO GLI AVVOCATI DEL CAV. I difensori di Berlusconi hanno definito il rinvio a giudizio del Cav «una decisione tecnica che non ci sorprende» e hanno affermato che «il dibattimento sarà la sede opportuna per dimostrare l'estraneità alle accuse». L'avvocato Federico Cecconi, ai cronisti che gli chiedevano se avesse già sentito per telefono l'ex premier, ha risposto «no, non ancora», spiegando che in questi giorni Berlusconi «è in altre faccende affaccendato», con riferimento alle questioni politiche dello scenario post elettorale.

IL PM: «INACCETTABILE CHE IMPUTATO PAGHI TESTIMONI». In nessun altro caso «avremmo accettato a cuor leggero» che un imputato «pagasse i testimoni e con così tanti soldi» e «non possiamo accettarlo nemmeno in questo caso». È con queste parole che, in sostanza, il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio hanno chiesto nell'udienza a porte chiuse il rinvio a giudizio di Berlusconi, poi mandato a processo dal gup, assieme a quattro 'olgettine'.

INDIVIDUATE «SISTEMATICITA'» NEI VERSAMENTI. I pm hanno evidenziato la «sistematicità» dei versamenti alle giovani, ospiti delle serate ad Arcore e poi testi nei due processi sul caso Ruby con dichiarazioni, come misero in luce anche le motivazioni delle due sentenze (il caso Ruby e quello Ruby bis), tutte a favore dell'ex premier. L'avvocato Gabriella Vanadia, legale di parte civile per la Presidenza del Consiglio, ha spiegato che la mole del denaro versato (solo in questo filone oltre 400mila euro) era legata al danno "incalcolabile" per il leader di FI da testimonianze a lui sfavorevoli.

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