Caso Skripal, diplomatici russi espulsi da Europa e Stati Uniti

26 Marzo 2018 13.16
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Le ripercussioni del caso Skripal, l'ex spia russa avvelenata in Gran Bretagna assieme alla figlia Yulia, continuano a colpire il Paese di Vladimir Putin e i suoi diplomatici in tutto il mondo. Con l'esulsione di oltre un centinaio di funzionari di Mosca.

DUE DIPLOMATICI VIA DA ROMA. Il presidente americano Donald Trump ha infatti ordinato l'espulsione di 60 diplomatici russi e la chiusura del consolato di Seattle: 48 in servizio presso l'ambasciata di Washington, 12 presso la rappresentanza russa al Palazzo di Vetro dell'Onu a New York. Tutti dovranno lasciare gli Usa in sette giorni. Germania, Francia, Polonia e Lituania hanno annunciato l'espulsione di quattro diplomatici russi ciascuno. Mentre l'Italia ha notificato il provvedimento a due diplomatici di Mosca. Qualche giorno dopo il 28 è arrivata anche l'espulsione di un diplomatico da parte del Belgio.

HALEY: «ATTACCATO UN NOSTRO ALLEATO». Per Washington, nonostante le titubanze dei giorni scorsi del tycoon, era necessario dare stavolta un chiaro segnale: quello che le azioni di Mosca non possono restare senza conseguenze. «Al di là del comportamento destabilizzante della Russia in tutto il mondo, come la sua partecipazione alle atrocità in Siria e le sue azioni illegali in Ucraina», ha affermato l'ambasciatrice Usa all'Onu Nikki Haley, «ora ha usato un'arma chimica entro i confini di uno dei nostri più stretti alleati. E qui a New York», ha accusato senza mezzi termini, «Mosca usa le Nazioni Unite come un rifugio sicuro per attività pericolose all'interno dei nostri confini».

PAESI BALTICI SUL PIEDE DI GUERRA. Sul piede di guerra ci sono anche Estonia e Lettonia, che hanno convocato gli ambasciatori russi presso i propri ministeri degli Esteri. Il motivo non è stato reso pubblico, ma è chiaro a tutti come dietro le convocazioni ci sia sempre il caso Skripal. L'Ucraina, infine, ha scelto di adottare una linea particolarmente dura, decidendo di espellere 13 diplomatici russi come annunciato dal presidente Petro Poroshenko. Alla ferma risposta della comunità internazionale si sono poi uniti l'Olanda, la Spagna, la Repubblica Ceca, l'Estonia, la Lituania, l'Ungheria, la Lettonia, la Finlandia, la Norvegia, l'Albania, il Canada. E nelle prossime ore potrebbero seguire altri stati.

Spygate ed escalation Russia-Ue: cosa c’è dietro l’asse anti Putin

La linea netta di Macron in difesa della sovranità europea. Il pressing britannico e la sponda baltica. Le critiche a una Mogherini troppo “filo Cremlino”. Tutti i motivi dell’espulsione dei diplomatici russi. Gli Stati Uniti hanno dato l’annuncio con orgoglio: signore e signori, “la più importante espulsione di russi della storia” è stata realizzata dall’amministrazione americana che deve fare dimenticare le sue relazioni con Mosca.

TUSK: «ALTRE ESPULSIONI NEI PROSSIMI GIORNI». Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha spiegato che finora sono 14 gli Stati membri dell'Unione europea ad aver attuato quanto deciso a Bruxelles in risposta a quello che viene considerato il primo attacco con l'uso di un agente nervino sul territorio europeo dalla fine della Seconda guerra mondiale in poi. «Altre espulsioni non sono da escludere nei prossimi giorni e settimane», ha precisato Tusk.

COSA HA DETTO LA FARNESINA. Per quanto riguarda l'Italia, la Farnesina ha diffuso una nota in cui si legge che «a seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio europeo del 22 e 23 marzo scorso, in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati Nato, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha notificato la decisione di espellere dal territorio italiano entro una settimana due funzionari dell'ambasciata della Federazione Russa a Roma, accreditati in lista diplomatica».

ANCHE LA NATO ESPELLE 7 RUSSI. Misure analoghe sono arrivate anche dalla Nato, come ha spiegato il generale della Nato Jens Stoltenberg: «Abbiamo ritirato l'accredito a sette persone dello staff russo della missione presso la Nato, abbiamo rifiutato l'accredito pendente a tre, e ridotto gli accrediti dei diplomatici russi alla Nato da 30 a 20. Questo invia un chiaro messaggio che ci sono costi e conseguenze per il pericoloso comportamento della Russia».

LA REAZIONE DELLA RUSSIA. Mosca, naturalmente, ha detto che risponderà alla rappresaglia diplomatica decisa da Stati Uniti e Unione europea con «misure speculari». La Gran Bretagna, secondo i russi, avrebbe assunto sul caso Skripal una posizione «ipocrita e piena di pregiudizi», mentre i suoi alleati non avrebbero a disposizione «informazioni complete» su quanto accaduto. Pertanto starebbero «seguendo ciecamente il principio dell'unità euro-atlantica a spese del buon senso, delle buone norme di dialogo interstatale e del diritto internazionale».

SALVINI PRENDE LE DISTANZE. Matteo Salvini, intanto, ha preso le distanze dall'iniziativa congiunta portata avanti dai Paesi dell'Unione europea: «Isolare e boicottare la Russia, rinnovare le sanzioni economiche ed espellerne i diplomatici non risolve i problemi, anzi li aggrava. Arestare l'ex presidente della Catalogna non risolve i problemi, anzi li aggrava. Sanzioni e manette? Preferisco il dialogo. Voglio un governo che lavori per un futuro di pace, crescita e sicurezza, chiedo troppo?».

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