Caster Semenya chiede fondi per l’udienza del 15 maggio alla Corte europea

Redazione
09/02/2024

«Abbiamo molti esperti da pagare», ha detto la campionessa sudafricana in conferenza stampa a Johannesburg. Affetta da iperandroginia, le è stato impedito di partecipare ad alcune gare. La richiesta di denaro serve a finanziare la battaglia legale contro le norme sul testosterone.

Caster Semenya chiede fondi per l’udienza del 15 maggio alla Corte europea

La sudafricana Caster Semenya, campionessa del mezzofondo a cui è stato impedito di partecipare ad alcune gare perché rifiuta le cure per abbassare i livelli di testosterone, ha chiesto aiuto per finanziare la sua battaglia legale contro l’attuale regolamentazione. Affetta da iperandroginia, Semenya è stata a lungo contestata per la sua identità sessuale prima che la Federazione mondiale definisse la situazione, dettando la regola che l’atleta contesta. «Ci mancano i fondi. Dobbiamo pagare molti esperti che parteciperanno all’udienza. Quindi qualsiasi cosa tu possa fare, fa un’enorme differenza», ha detto Semenya in una conferenza stampa a Johannesburg (in Sudafrica), precisando che l’udienza che la riguarda davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo è prevista per il 15 maggio. La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha accettato a novembre di esaminare il caso della due volte campionessa olimpica degli 800 metri (2012, 2016).

La Corte europea si era già pronunciata a suo favore, stabilendo che l’atleta era vittima di discriminazione

La 33enne aveva già vinto una lunga battaglia legale a luglio, quando la Corte europea dei diritti dell’uomo si era pronunciata a suo favore in primo grado contro la Svizzera, stabilendo che l’atleta era vittima di discriminazione. Ma le autorità svizzere, appoggiate dalla Federazione internazionale di atletica leggera (World Athletics, ex Iaaf), avevano annunciato l’intenzione di portare il caso davanti alla Grande Camera della Cedu, una sorta di organo di appello le cui decisioni sono definitive.