Catalogna, Rajoy ha deciso: destituzione per Puigdemont

Catalogna, Rajoy ha deciso: destituzione per Puigdemont

21 Ottobre 2017 10.44
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Mariano Rajoy s'è presentato nella sala conferenze della Moncloa poco prima delle 13.30 del 21 ottobre. Se l'attivazione dell'articolo 155 della Costituzione contro la Catalogna era ampiamente prevista, l'attesa riguardava l'annuncio delle «misure necessarie» che Madrid può adottare nei confronti di una Regione che «danneggia gravemente gli interessi» del governo. L'esecutivo spagnolo, in risposta al referendum per l'indipendenza del primo ottobre, poteva scegliere tra una serie di opzioni, e ha deciso per la più dura: destituzione del presidente catalano Carles Puigdemont e di tutti i consiglieri del Govern. Ora, venerdì 27 ottobre, servirà il via libera del Senato, una formalità alla luce del fatto che i Popolari di Rajoy possono contare sulla maggioranza assoluta.

VERSO ELEZIONI ANTICIPATE. Dall'esame del Senato passerà anche un'altra "proposta" di Rajoy: «La mia volontà è di andare a elezioni il prima possibile nella Regione, non appena sarà ripristinata la normalità istituzionale. Lo vuole la maggioranza, dobbiamo aprire una nuova fase». Riassumendo lo spirito della sua iniziativa, il premier spagnolo ha detto: «Non si sospende l'autonomia né l'autogoverno della Catalogna, si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge».

PUIGDEMONT: «PEGGIORE ATTACCO DAL FRANCHISMO». Puigdemont, da parte sua, ha risposto a muso duro, in un messaggio al popolo catalano al termine della grande manifestazione di piazza per protestare contro Madrid. Ha parlato di «peggiore attacco portato alle istituzioni catalane dei tempi del franchismo», annunciando un'imminente riunione del Parlament per decidere il da farsi.

Siamo sotto choc davanti alla sospensione della democrazia, non solo in Catalogna ma in tutta la Spagna

Le misure decise da Rajoy prevedono infatti il divieto per lo stesso Parlament di eleggere un sostituto dell'attuale leader. L'assemblea catalana eserciterà solo una «funzione rappresentativa», non potrà adottare «iniziative contrarie alla Costituzione» e Madrid avrà un potere di veto entro 30 giorni sulle sue decisioni. Il governo spagolo, inoltre, prevede di prendere il controllo fra l'altro dei Mossos d'Esquadra, la polizia regionale catalana, e della Radio-Tv pubblica (Tv3 e Radio Catalunya), dove, attraverso i delegati che nominerà, potrà destituire e sostituire i dirigenti.

IL PDECAT: «È UN COLPO DI STATO». Dura replica del Pdecat, il partito di Puigdemont, che per bocca del deputato Josep Lluis Cleries ha definito le misure di Madrid «un colpo di Stato contro il popolo della Catalogna: queste decisioni sanno di franchismo, è un ritorno al 1975». Reazioni anche dagli altri partiti, con il numero due di Podemos, Pablo Echenique, che s'è detto «sotto choc» davanti alla «sospensione della democrazia, non solo in Catalogna ma in tutta la Spagna».

PROTESTA DI PIAZZA A BARCELLONA. Nel pomeriggio a Barcellona 450 mila persone sono scese in piazza per manifestare pacificamente contro la decisione di Rajoy e gli arresti dei leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, capeggiate da Puigdemont in persona.

Il codice penale prevede pene fino a 30 anni per il reato di ribellione, di cui potrebbero essere accusati anche i ministri catalani

La richiesta di attivazione dell'articolo 155 è stata motivata dal governo spagnolo con il comportamento del leader catalano, il quale – recita il comunicato – si è reso responsabile di una «disobbedienza ribelle, sistematica e consapevole» degli obblighi previsti dalla legge e dalla Costituzione e ha «gravemente attentato» all'interesse generale dello Stato. Ma per Puigdemont non finisce qui. Parallelamente, infatti, s'è messa in moto un'altra procedura che lo riguarda. E con cui Madrid intende mettersi al riparo da sorprese.

PRONTA LA DENUNCIA PER RIBELLIONE. La procura generale dello Stato spagnolo ha già pronto il testo della denuncia per "ribellione" che presenterà contro il President se nei prossimi giorni sarà dichiarata l'indipendenza della Catalogna. Secondo La Vanguardia, la denuncia potrebbe essere accompagnata da una richiesta di arresto per Puigdemont. Il codice penale prevede pene fino a 30 anni per questo reato, di cui potrebbero essere accusati anche i ministri catalani.

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