Anche i cattivisti nel loro piccolo hanno un cuore

Nel confronto politico serve uscire dagli stereotipi. A sinistra non si deve aver paura di riconoscere che nel mondo di destra esistono anche persone con buoni sentimenti. L'esempio di Belpietro e Rinaldi.

12 Giugno 2019 09.55
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Per chi è di sinistra, l’uomo pubblico di destra, politico o giornalista, è persona spietata e cattiva. Questa immagine è stata rafforzata dalle intemerate di Matteo Salvini.

La colpa maggiore della destra di oggi è, infatti, di esibire uomini senza umanità, che lanciano «bacioni» via internet ma sempre pronti a far picchiare chi è più povero e sfortunato. Forse Salvini come persona non è così, del resto un uomo che ama la birra non dovrebbe essere cattivo, ma così si fa disegnare. E la gente di sinistra vive nell’illusione che la destra sia popolata di gente cattiva e che, quindi, in virtù dell’inevitabile vittoria del bene, prima o poi cascherà. Questa mattina mi è capitato di imbattermi in due testi, un articolo e una intervista, di due personaggi di destra che detesto, politicamente. Maurizio Belpietro è il prototipo del giornalismo cattivo, che se potesse manderebbe ai ceppi noi di sinistra. Antonio Maria Rinaldi è una new entry dei talk show, si dichiara amico di Paolo Savona e primo dei sovranisti, ed espone con straordinaria sfrontataggine ricette economiche che manderebbero in rovina anche il paese di Bengodi.

IL LATO “BUONISTA” DI BELPIETRO E RINALDI

Belpietro ha dedicato un articolo bellissimo ai bambini sottoposti a violenze domestiche. L’occasione gli è venuta da una riabilitazione, ad opera di Repubblica, di un gruppo di famiglie emiliane che tanti anni fa furono coinvolte in una indagine sul satanismo e sulla pedofilia. La magistratura colpì duro e quelle famiglie furono disperse, i bambini affidati ad altri, alcuni genitori si suicidarono. I magistrati continuarono, credo, a fare carriera. Però accadde che uno dei migliori cronisti giudiziari italiani, Stefano Zurlo, scoprì la storia, portò alla luce le bugie e gli errori dei magistrati e non restituì dignità e onore a persone innocenti. Riparare il danno fu difficile e, se ho ben capito, impossibile.

Rinaldi racconta la storia di suo figlio Lillo, nato con un handicap grave e del lavoro silenzioso che ha portato lui e sua moglie a dannarsi l’anima pur di dargli una speranza. E gliela hanno data.

Il direttore de La Verità ha colto, però, l’occasione per sottolineare come tante strutture pubbliche siano propense a inseguire queste abnormi storie che portano al successo mediatico e alla disperazione degli innocenti) dimenticando quei tanti segnali vengono dalle famiglie di bambini maltrattati che poi finiscono sui tavolacci dell’obitorio. Antonio Maria Rinaldi racconta la storia di suo figlio Lillo, nato con un handicap grave e del lavoro silenzioso e oscuro, che fra Roma e la Germania, ha portato lui e sua moglie a dannarsi l’anima pur di dare a Lillo una speranza. E gliela hanno data. È un racconto commovente ma qui non voglio sottolineare le lacrime. È il racconto della lotta di due genitori di straordinario coraggio e moralità con l’unica fortuna di essere benestanti.

SERVE NON MOSTRIFICARE GLI AVVERSARI POLITICI

Perché ho citato Belpietro e Rinaldi? Per due ragioni:

a) perché il mio mondo deve imparare a uscire dagli stereotipi. Non ci sono i buoni e i cattivi per sempre, la politica è fatta di persone, anche di persone che dicono e scrivono sciocchezze, ma persone restano. Io sono convinto che la retorica di pochi anni fa per cui la sinistra sosteneva di non avere «nemici» ma «avversari» sia una cretinata. Sostengo che ciascuna parte politica ha “nemici”, ma il “nemico” lo devo conoscere e riconoscere, se lo descrivo come un mostro faccio male a lui e faccio male a me e alla mia umanità.

b) la seconda ragione è che bisogna sospingere le persone di destra a non aver paura dei buoni sentimenti. Il “buonismo” è una virtù. È misericordia come dice il papa che non vi piace. Un tempo le persone di destra amavano presentarsi come “buone”. Oggi il conformismo e il “politicamente corretto” li spinge a fare la faccia cattiva, a imbruttirsi. È la vostra politica che è brutta (per quelli come me), ma tirate fuori la vostra umanità.

La politica non ha più bisogno di personaggi ma di persone, di persone vere, non abbiate paura di esserlo e voi di sinistra non abbiate il timore di riconoscere che nel mondo opposto ci sono tanti con buoni sentimenti. Poi continuiamo a menarci come fabbri, ma sempre avendo in testa il “terzo tempo” come nel rugby.

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Commenti: 1

  1. Bravo Caldarola. Vorrei leggere più editoriali sul tema del confronto e possibilmente riconciliazione, che sulle diatribe interne alla sx. In questa società spaccata, c’è bisogno.

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