Primarie Usa, le cose da tenere d’occhio nei caucus in Iowa anche se la vittoria di Trump è scontata

Matteo Innocenti
15/01/2024

Scatta dal Midwest la corsa verso le Presidenziali 2024. Haley e DeSantis provano a insidiare The Donald, che nei sondaggi sfiora il 50 per cento: superare questa soglia gli darebbe un ulteriore vantaggio in vista dei prossimi appuntamenti, su tutti il Super Tuesday del 5 marzo. Evangelici, temperature polari, strategie degli avversari: tutte le variabili in gioco.

Primarie Usa, le cose da tenere d’occhio nei caucus in Iowa anche se la vittoria di Trump è scontata

Come consuetudine dagli Anni 70, tocca agli elettori dell’Iowa inaugurare ufficialmente la corsa delle Presidenziali Usa, con i caucus in programma il 15 gennaio. Occhi puntati sul Partito repubblicano, visto che sul fronte democratico Joe Biden non ha praticamente rivali e il voto è previsto per posta a marzo. Donald Trump, che punta al ritorno alla Casa Bianca, di sfidanti ne ha invece essenzialmente due, sebbene dati ampiamente staccati nei sondaggi: l’attuale governatore della Florida Ron DeSantis e l’ex governatrice della Carolina del Sud, Nikki Haley. Dall’esito delle urne dell’Iowa si può capire molto sul prosieguo della lotta per la leadership del Grand old party (Gop).

Presidenziali Usa, tra i repubblicani parte la sfida Trump-Haley-DeSantis: cinque cose che ci diranno i caucus repubblicani in Iowa.
Un supporter di Donald Trump (Getty Images).

Anche se caucus e Primarie vengono assimilati, i due appuntamenti elettorali in realtà non sono la stessa cosa. Le Primarie funzionano come “normali” elezioni: gli aventi diritto votano in un seggio loro assegnato, aperto tutto il giorno, con possibilità di esprimere la propria preferenza anche per posta. I caucus (termine di origine indiana, che si riferiva alle riunioni dei capi tribù Algonquin) sono invece delle assemblee organizzate in scuole, chiese e palestre, durante le quali gli elettori intervengono con dei piccoli comizi per convincere i presenti a votare per il loro candidato preferito. Al termine delle riunioni si tiene il voto, che a parte pochissime eccezioni non è previsto per posta o in assenza. L’Elefantino tiene i caucus in 10 Stati: Iowa, appunto, poi Idaho, Wyoming, Nevada, Missouri, Michigan, Nord Dakota, Alaska, Utah e Hawaii. L’Asinello (cioè i democratici) organizza caucus solo in Idaho, Wyoming, Nord Dakota e Iowa: gli elettori dem di Des Moines e dintorni, novità, non esprimeranno la propria preferenza di persona, bensì via posta in occasione del Super Tuesday (Super martedì, il 5 marzo), giorno in cui va al voto il maggior numero di Stati. Questo per volere di Biden, che ha voluto dare la priorità a Stati più eterogenei dal punto di vista etnico e socioculturale. La corsa dem scatta dunque di fatto in Carolina del Sud il 3 febbraio. In base ai voti ricevuti nei caucus e nelle Primarie nei vari Stati, ogni candidato riceve un certo numero di delegati. In base a essi tra luglio e agosto, in occasione delle grandi convention nazionali, i due partiti annunceranno ufficialmente gli sfidanti per la Casa Bianca. Ma torniamo in casa repubblicana e all’Iowa.

Trump vincerà, ma supererà il 50 per cento?

Trump vincerà in Iowa, ma lo farà in un modo capace di dimostrare che l’elettorato repubblicano non ha interesse in un’alternativa? È questa una delle principale domande in vista del primo caucus. L’ultimo sondaggio pubblicato lo vede al 48 per cento, parecchio al di sopra del 20 per cento di Haley e del 16 per cento di DeSantis. Se più della metà dell’elettorato del partito scegliesse altro rispetto al tycoon, ciò potrebbe segnalare una certa debolezza. Per intenderci: visti i risultati dell’Iowa, gli elettori del Gop che non lo vedono di buon occhio potrebbero decidere di far confluire i voti verso lo sfidante più accreditato. Per la cronaca, Trump nel 2016 era avanti in tutti i sondaggi in Iowa, ma alla fine a cantare vittoria a Des Moines fu Ted Cruz.

Presidenziali Usa, tra i repubblicani parte la sfida Trump-Haley-DeSantis: cinque cose che ci diranno i caucus repubblicani in Iowa.
Nikki Haley (Getty Images).

Haley o DeSantis, chi dietro The Donald?

Il caucus dell’Iowa, appunto, dirà molto su chi potrà davvero essere lo sfidante di Trump nelle Primarie repubblicane. Come evidenzia la Cnn, Haley ha in testa un percorso che potrebbe portarla a insidiare l’ex presidente Usa: secondo posto in Iowa davanti a DeSantis, vittoria nel New Hampshire (23 gennaio) dove un recente sondaggio l’ha data vicinissima a Trump, sconfitta contenuta in Nevada (6 febbraio) e poi nuova vittoria nella sua Carolina del Sud (24 febbraio). In questo modo la corsa a tre diventerebbe a due in occasione del Super Tuesday, dove sono in ballo grosse quote di delegati. Lo stesso Trump sembra aver fiutato il pericolo, avendo concentrato gli attacchi verso Haley, definita «non abbastanza tosta» per la presidenza e, in generale, «non proprio repubblicana».

Dopo l’Iowa gli sfidanti rimarranno in due?

Storicamente l’Iowa miete vittime tra i candidati, che scelgono di mollare dopo sonore bocciature nel primo caucus. Potrebbe farlo DeSantis, in caso di un deludente terzo posto. A differenza di Haley, il cui sostegno è molto più forte nel New Hampshire, il governatore della Florida ha fatto una grande scommessa sull’Iowa, dedicando tempo (ha visitato tutte le 99 contee) e denaro allo Stato del Midwest. Al di là di DeSantis, dopo l’Iowa potrebbero lasciare l’imprenditore Vivek Ramaswamy e l’ex governatore dell’Arkansas Asa Hutchinson, ufficialmente in corsa ma pressoché senza alcun supporto.

Presidenziali Usa, tra i repubblicani parte la sfida Trump-Haley-DeSantis: cinque cose che ci diranno i caucus repubblicani in Iowa.
Ron DeSantis (Getty Images).

Quanto consenso ha ancora Trump tra gli evangelici?

Trump, lo dimostrarono le Primarie del 2016, ha enorme presa sugli evangelici, che rappresentando il 25 per cento della popolazione sono la più grande componente religiosa del Paese. Due terzi degli elettori repubblicani in Iowa si definiscono cristiani evangelici e DeSantis, in particolare, li ha puntati ottenendo l’appoggio di Bob Vander Plaats, presidente e amministratore delegato di Family Leader, considerato un kingmaker, cioè una persona con una grande influenza politica. In Florida, per non lasciare niente al caso, si è dimostrato persino più conservatore di Trump su questioni come aborto e diritti Lgbtq+. Basterà per avere la meglio, almeno, su Haley?

Presidenziali Usa, tra i repubblicani parte la sfida Trump-Haley-DeSantis: cinque cose che ci diranno i caucus repubblicani in Iowa.
Sostenitori di Trump nella neve dell’Iowa (Getty Images).

Dei tre candidati chi ha scelto la strategia giusta?

I caucus prevedono che gli elettori partecipino fisicamente all’evento. E l’Iowa al momento sta affrontando temperature polari, tra bufere di neve e venti gelidi. Ciò potrebbe limitare l’affluenza alle urne, dopo che Trump, Haley e DeSantis sono stati tutti costretti a cancellare le ultime apparizioni nella fase finale della campagna. Ma, a proposito, quanto conta davvero fare campagna elettorale nel modo classico degli Usa? DeSantis ha visitato tutte le 99 contee dell’Iowa, mentre Haley ha ricevuto il sostegno di American for Prosperity, organizzazione che fa riferimento al network politico-filantropico del miliardario Charles Koch. Trump, invece, è apparso sui giornali per i suoi problemi giudiziari, che invece di danneggiarlo potrebbero averlo rafforzato, e ha saltato tutti i dibattiti televisivi, “rifugiandosi” su Fox News. Chi ha scelto la strategia giusta?