La situazione di Notre-Dame il giorno dopo l'incendio

La situazione di Notre-Dame il giorno dopo l’incendio

16 Aprile 2019 08.56
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Dopo il devastante incendio, Notre-Dame è “salva”. Almeno nella struttura complessiva della cattedrale. Il problema ora è capire la sua effettiva stabilità, e bisogna attendere il verdetto degli esperti che si sono riuniti nel day-after.

Le fiamme, dopo una lunga notte di lavoro di almeno 400 vigili del fuoco con 18 autobotti, è stato del tutto spento intorno alle 10 del mattino del 16 aprile, come annunciato dalla direzione dei pompieri. Questa la situazione quando a Parigi è tornata la luce del sole, che prima di tramontare ha impresso al mondo le drammatiche immagini del crollo prima della guglia centrale, poi del tetto. Che, stando a quanto affermato dai pompieri, è sprofondato per almeno due terzi.

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MACRON: «LA RICOSTRUIREMO, TUTTI INSIEME»

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha assistito con la moglie Brigitte fino a notte fonda al tragico spettacolo, ha elogiato i pompieri, «veri eroi» grazie ai quali e stato «evitato il peggio», e ha fatto una promessa: «La ricostruiremo, tutti insieme. È quello che i francesi si aspettano, che la nostra storia merita».

LA LISTA PRESIDENZIALE SOSPENDE LA CAMPAGNA ELETTORALE

Macron ha anche bloccato le attività politiche: la lista della maggioranza presidenziale ha infatti sospeso «fino a nuovo ordine» la campagna elettorale per le Europee, come ha annunciato in un tweet la capolista, Nathalie Loiseau: «Viviamo un momento di profonda tristezza. La lista Renaissance si unisce naturalmente a questo momento di unione nazionale. Sospendiamo la campagna elettorale fino a nuovo ordine».

COLLETTA MONDIALE: ARNAULT DONA 200 MILIONI

Intanto è partita già una colletta mondiale. Anche il papa ha fatto sentire la sua vicinanza alla Francia: in un tweet della Sala stampa vaticana è stato reso noto che Francesco «è vicino alla Francia, prega per i cattolici francesi e per la popolazione parigina sotto lo choc del terribile incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame». Mentre il gruppo LVMH (Louis Vuitton Moet Hennessy) e la famiglia Arnault, quarto patrimonio mondiale, hanno annunciato una donazione di 200 milioni di euro per la ricostruzione.

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COS’È SUCCESSO: LE FIAMME ALLE 18.50 TRA LA VOLTA E IL TETTO

Tornando all’incendio, si sa che è stato innescato alle 18.50 di lunedì 15 aprile nello spazio fra la volta e il tetto, dov’erano in corso i lavori di ristrutturazione, e ha rapidamente attaccato le travi di legno vecchie di 850 anni: così numerose da essere state soprannominate “la foret”, la foresta. Diverse opere d’arte e reliquie sono state portate in salvo. «La struttura di Notre-Dame è salva e preservata nella sua totalità», hanno fatto sapere i pompieri alle 22.50.

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I DANNI: APPRENSIONE PER I ROSONI E LE VETRATE POLICROME

Ma l’entità dei danni e il loro impatto sulla stabilità dell’antico edificio sono ancora tutti da verificare. La questione – ha detto il segretario di Stato all’Interno, Laurent Nunez – è strutturale: sapere come l’edificio resisterà al gravissimo incendio. Ignota ancora la condizione dei meravigliosi rosoni e di tutte le vetrate policrome vecchie di secoli. Le prime immagini riprese dall’interno e mostrate sulla Cnn mostrano sezioni della volta, fra cui quella del transetto, crollate, dalle cui voragini si vede il bagliore del fuoco sul tetto. Ma, oltre al legno distrutto e ai danni del fumo, le alte temperature potrebbero aver compromesso la tenuta della pietra e del marmo, che, secondo gli esperti, tende a calcificarsi e a sbriciolarsi.

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