Cavo d’acciaio teso in strada a Milano, il 18enne Michele Di Rosa si è pentito davanti al gip

Redazione
09/01/2024

Il giovane ha risposto a tutte le domande. Il suo legale ha dichiarato: «Ha una grande consapevolezza di ciò che è accaduto e non ha mai voluto minimizzare l'episodio, nemmeno dal punto di vista terminologico». Attesa per le decisioni del giudice sul fermo e sulla misura cautelare.

Cavo d’acciaio teso in strada a Milano, il 18enne Michele Di Rosa si è pentito davanti al gip

Dopo Alex Baiocco, anche Michele Di Rosa si è detto pentito di aver teso un cavo d’acciaio ad altezza d’uomo in viale Toscana a Milano, nella notte tra il 3 e il 4 gennaio 2024. Il 18enne è stato il primo dei due complici individuati dai carabinieri e dopo essersi costituito il 7 gennaio è stato ascoltato in carcare dal gip Andrea Giudici. Il ragazzo ha risposto a tutte le domande del magistrato, secondo quanto spiega Ansa, e ha confermato la versione già data da Baiocco, arrestato la notte stessa dell’accaduto. Di Rosa e l’altro complice, un 17enne, erano riusciti a scappare salvo poi confessare.

Il legale di Di Rosa: «Non ha mai minimizzato, è pentito»

Michele Di Rosa è assistito dal legale Gaetano Giamboi. L’avvocato ha spiegato: «Si era detto pentito già quando è andato a costituirsi il giorno dell’Epifania e adesso lo ha ribadito con ancora maggiore forza e maturità. Ha una grande consapevolezza di ciò che è accaduto e non ha mai voluto minimizzare l’episodio, nemmeno dal punto di vista terminologico». Secondo quanto dichiarato al gip anche da Baiocco, sarebbe stato Di Rosa a proporre agli altri di tornare indietro e rimuovere il cavo, prima dell’allarme lanciato da un passante. L’avvocato ha sottolineato che il 18enne «ha molto dolore per ciò che può avere provocato alla sua famiglia. Ci ha tenuto a ribadire che ha avuto un’educazione ben diversa».

L’accusa per Di Rosa è di blocco stradale

Adesso si attende la decisione del giudice sulla convalida del fermo e sulla misura cautelare. L’accusa per Michele Di Rosa è di blocco stradale. Diverso il caso di Alex Baiocco, anche lui dichiaratosi «pentito» e accusato di strage. Per il 24enne il gip ha disposto
che dal carcere venga trasmessa «una dettagliata ed approfondita relazione sanitaria che descriva le condizioni di salute psico-fisica». Sulla base del documento, poi il pm potrebbe disporre una perizia psichiatrica.