Celibato? Auf wiedersehen

Redazione
22/01/2011

da Berlino Pierluigi Mennitti La questione potrebbe essere posta direttamente a Papa Ratzinger, quando fra otto mesi arriverà in Germania...

da Berlino
Pierluigi Mennitti

La questione potrebbe essere posta direttamente a Papa Ratzinger, quando fra otto mesi arriverà in Germania per la sua prima visita di Stato ufficiale in patria. Ma già adesso, il caso sollevato da un gruppo eminente di parlamentari cattolici della Cdu potrebbe riaprire una discussione non facile in seno alla chiesa cattolica.
Come ha rivelato la Süddeutsche Zeitung il 22 gennaio, «un gruppo di importanti deputati cattolici della Cdu, il partito di Angela Merkel, ha scritto una lettera ai vescovi tedeschi invitandoli a farsi promotori in seno alla chiesa mondiale, e soprattutto presso il Pontefice di Roma, dell’abbandono dell’obbligo del celibato».
Una misura straordinaria che, secondo i promotori della lettera, consentirebbe alla chiesa di affrontare la grave crisi delle vocazioni e risolvere il problema della mancanza di preti in molte comunità cattoliche.
IL CIRCOLO DEI ‘CATTOLICI ADULTI’. Non si tratta di un gruppo di sprovveduti. Attorno a questo circolo della Cdu, che per usare una vecchia polemica di casa nostra potremmo definire di cattolici adulti, si radunano politici del calibro di Norbert Lammert, presidente del Bundestag, Annette Schawan, ministro dell’Istruzione, ex presidenti di regioni come Bernhard Vogel, Erwin Teufel e Dieter Althaus, il sottosegretario alla Famiglia Hermann Kues, alcuni parlamentari regionali e l’ex segretario generale del comitato centrale dei cattolici tedeschi Friedrich Kronenberg.
Tale circolo venne fondato 30 anni fa da Alois Glück, precursore della Csu, la costola bavarese (e cattolica) della più grande Cdu, e da allora i suoi membri si sono cimentati in periodici incontri sulle questioni più importanti che riguardano i rapporti fra Stato e chiesa e il modo in cui trasferire i valori della religione cattolica nella prassi politica quotidiana.

La proposta dei politici: ordinare i Viri probati

«Alla luce della preoccupante e crescente mancanza di preti e parroci», hanno scritto con consumata diplomazia gli autori dell’appello, «riteniamo sia urgente pregare i vescovi tedeschi di farsi personalmente carico della proposta di autorizzazione all’ordinazione sacerdotale dei Viri probati».
I Viri Probati erano sacerdoti scelti e ordinati, alcuni secoli fa, nella Chiesa cattolica, fra uomini sposati provati nella fede e anziani, per guidare piccole comunità cristiane generalmente in zone isolate o poco accessibili.
«Ci riferiamo», hanno proseguito i firmatari, «agli uomini cosiddetti sposati, di esperienza, per i quali a nostro avviso è giunto il momento di dare il via libera verso il ministero di presbitero».
L’APPELLO AI VESCOVI. Il dibattito sui Viri probati non è nuovo all’interno della stessa chiesa e, negli ultimi tempi, ha ripreso vigore proprio nell’ambito della discussione sul declino delle vocazioni e sulla mancanza di un numero di preti sufficiente a coprire i posti di guida di intere comunità.
Ma è la prima volta che un autorevole gruppo di politici si fa portavoce di una tale richiesta presso i propri vescovi. E non passerà inosservato il fatto che questo è accaduto in Germania, terra di nascita dell’attuale Pontefice.
«Gli autori dell’appello», ha scritto la Süddeutsche, «chiedono inoltre che, data la crescente difficoltà nella comunità cattolica di Roma, i vescovi tedeschi richiedano almeno una speciale eccezione alla regola attuale per la Germania. Tutte le pur giuste motivazioni che spingono a mantenere la vecchia tradizione del celibato perdono valore, a detta dei politici, rispetto alla miseria di molte comunità prive di preti, nelle quali anche la messa domenicale è divenuta impossibile».
IL FRONTE DEI LAICI. I firmatari hanno fatto riferimento a una promessa avanzata negli anni ’70 dalla Conferenza episcopale tedesca e hanno parlato apertamente di una «situazione pastorale di straordinaria difficoltà».
«In un colloquio con la Süddeutsche Zeitung», ha aggiunto il quotidiano bavarese, «il presidente del Bundestag Lammert ha accusato direttamente il Vaticano di confrontarsi con questo problema in una maniera tutt’altro che giusta e di adottare una politica di temporeggiamento». Di fronte agli indugi delle alte gerarchie della chiesa, ha concluso il presidente dell’Assemblea parlamentare, i laici devono prendere in mano direttamente la situazione, anche perché non esiste alcun fondamento teologico per il celibato: «Mi auguro davvero che i vescovi tedeschi vogliano impegnarsi concretamente e a fondo in questa battaglia».