Salvini-Berlusconi: prove di disgelo con l’incognita M5s

Redazione
26/03/2018

«Io rimango fedele ai patti: ho detto in campagna elettorale che la forza politica del centrodestra che avrebbe ottenuto più...

Salvini-Berlusconi: prove di disgelo con l’incognita M5s

«Io rimango fedele ai patti: ho detto in campagna elettorale che la forza politica del centrodestra che avrebbe ottenuto più voti avrebbe avuto il diritto di indicare il premier. Salvini ha il diritto e il dovere di provare a formare un governo, per attuare i programmi che abbiamo proposto agli italiani. I cittadini attendono risposte sul lavoro, sulle tasse, sulle soglie di povertà, sull'emergenza criminalità. La classe dirigente deve dimostrare di aver capito la lezione», ha dichiarato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, intervistato dal Corriere della Sera. Si fida di Salvini?, gli viene chiesto. «Non ho mai avuto motivo di non fidarmi» risponde, «mi ha sempre lealmente detto quello che intendeva fare. Quando non l'ho condiviso ne abbiamo discusso e abbiamo trovato insieme la soluzione migliore». Quindi aggiunge: «Se la coalizione si rompesse, oltre a essere tradito il mandato degli elettori, nessuno di noi avrebbe più titolo per rivendicare la guida del governo».

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Secondo l'ex premier, una figura terza per Palazzo Chigi dovrebbe essere solo un'extrema ratio: «Sinceramente preferisco un governo guidato da chi ha vinto le elezioni. E con questo intendo il centrodestra, se unito. I Cinque Stelle hanno ottenuto un buon risultato, ma sono arrivati secondi». E Salvini e Di Maio al governo assieme, da soli? «Sarebbe un ircocervo, l'animale mitologico spesso citato dai filosofi antichi come esempio di assurdità, perché in esso convivono caratteri opposti e inconciliabili. E poi perché Salvini dovrebbe fare il socio di minoranza di un governo Cinque Stelle?».

SALVINI: «IL CENTRODESTRA È COMPATTO». «Dico che il centrodestra è compatto e resterà compatto anche in seguito. E che il premier spetta al centrodestra», assicura intanto Salvini, in un'intervista pubblicata da Messaggero, Mattino e Gazzettino, precisando quale sarà lo schema che proporrà al Colle: «Si parte dal programma del centrodestra, ma non potendo governare da soli, perché al momento non abbiamo numeri sufficienti, siamo disposti ad ampliare e a modificare il nostro programma, tutelandone la coerenza. Non sono uno che s'impunta». «Non è o Salvini o la morte», ha detto il segretario della Lega parlando a Telelombardia della possibilità che invece di premier lui diventi 'solo' ministro. «A me», ha spiegato, «interessa che l'Italia cambi. Sono pronto a metterci la faccia in prima persona e lavorare 24 ore su 24. Ma siccome voglio il cambiamento non è o Salvini o la morte».

Geplaatst door Matteo Salvini op zondag 25 maart 2018

«Bisogna mettersi al tavolo con tutti, e certamente anche con il M5s», ha aggiunto. Con Di Maio, precisa, «abbiamo lavorato insieme, perché venissero eletti alle presidenze, quella del governo è un'altra partita, non abbiamo mai parlato di governo, e adesso cominceremo a farlo». «Per ora i 5 Stelle si sono dimostrati affidabili», ha continuato, «Io le persone le giudico dai fatti, non dalle parole. Poi nei fatti, nei numeri uno si dimostra affidabile o non affidabile». Il capo del Carroccio ha però spiegato che il governo, rispetto all'elezione dei presidenti delle Camere, «è un altro paio di maniche».

«NON FARÒ IL PREMIER A TUTTI I COSTI». «La coalizione che ha vinto è quella di centrodestra. Anche se non ha i numeri sufficienti per governare da sola ha vinto, quindi si parte dal programma di centrodestra», ha sottolineato Salvini. E all'interno del centrodestra, ha ricordato, l'accordo era che chi prendeva un voto in più esprimeva il premier. «Sono pronto ma», ha aggiunto, «non voglio fare il presidente del Consiglio a tutti i costi, con tutti perché altrimenti mi ammalo. Lo faccio se c'è la possibilità di approvare le leggi per cui gli italiani mi hanno dato il voto. Altrimenti se mi dicono va a fare il presidente di un governo dove ci son dentro tutti quanti e poi vediamo che cosa si riesce a fare in un anno no».

«ITALIA DA RICUCIRE». «Chi mi dà una mano a cancellare la legge Fornero? Su la mano in aula. C'è una maggioranza: io andrò dal presidente della Repubblica con i nostri 10 punti più importanti, la riforma della scuola, del lavoro…». L'Italia va ricucita, ha detto, e «la Lega sta lavorando a questa ricucitura, fin dal momento in cui sono diventato segretario. Nel centrodestra, il partito più votato a Roma e nel centro Italia è il nostro. E questo è indicativo di un messaggio che è stato capito. È fatto di autonomie e federalismo, con un ruolo forte per Roma».

«FLAT TAX, NON ASSISTENZIALISMO». Parlando del Mezzogiorno, sottolinea che «la tassa unica al 15 per cento è richiesta ovunque da tanti imprenditori, ma gli effetti più forti li avrebbe al Sud, sul turismo, sull'agricoltura. E tante aziende anche straniere, con una tassazione ridotta, potrebbero andare in questa parte d'Italia. Con i 5 stelle, proprio sul Sud ci dovremo chiarire bene, non servono regalie ma garanzie che permettono di rientrare nel mondo del lavoro. Più assistenza, ben finalizzata, occorre nel Mezzogiorno e non assistenzialismo».