Centrosinistra, baruffe giovanili

Dagli under 30 del Pd ai socialisti.

Centrosinistra, baruffe giovanili

Movimenti e associazioni di giovani non ci sono solo nel centrodestra. Le componenti under 30 sono attive anche  nel centrosinistra, dove, tradizionalmente, sono anche molto vivaci. Basta osservare quello che accade all’interno dei Giovani democratici, componente giovanile del Partito democratico che conta circa 50 mila iscritti ed è guidata dal 2008 da Fausto Raciti.
PD, ANCHE I GIOVANI SONO INQUIETI. I Gd non sono altro che lo specchio del Pd, con anime inquiete che agitano perennemente gli equilibri interni. Il 28enne Raciti, originario di Ragusa, è un dalemiano-bersaniano che era al vertice della Sinistra giovanile (movimento under 30 dei Democratici di sinistra) e alle primarie del 2008 si è affermato con una percentuale plebiscitaria (77%, in totale 93 mila voti). Ma tra polemiche e presunte irregolarità, quell’esperienza non fu memorabile.
RACITI CONFERMATO NEL 2012. La storia si è ripetuta al congresso 2012. La percentuale pro Raciti è lievitata all’83% sebbene l’assemblea sia stata preceduta da veleni sul regolamento con lo sfidante Brando Benifei, altro dalemiano di La Spezia. E neppure la linea politica tracciata dal leader dei Gd, in pieno stile bersaniano, ha convinto tutte le sensibilità democratiche.
«Il governo Monti», sostiene Raciti, «è nato per fronteggiare un’emergenza. Quindi il tempo di questo esecutivo non è una parentesi nella quale le forze politiche possono esimersi dall’esprimere il proprio punto di vista. Anche se dovesse essere diverso da quello del governo che sostengono».

Franceschini organizza ogni anno la scuola politica di Cortona

L’idea di Raciti non è però condivisa dai filo-montiani dall’area Letta-Franceschini e da pezzi di veltroniani che comunque, a parte i mugugni, non sono mai scesi ufficialmente in campo contro il blindatissimo rappresentante di Gd.
Sempre sul fronte democratico, Dario Franceschini, leader di Areadem, coltiva la sua classe dirigente arringando ogni anno 300 giovani con la scuola politica di Cortona.
VIOLANTE PUNTA SUGLI UNDER 35. Invece Luciano Violante, presidente dell’associazione Italia decide, ha chiamato a raccolta 60 amministratori under 35 dal 5 al 7 ottobre ad Aosta per la tradizionale edizione della Scuola per la democrazia, in collaborazione con l’Ancigiovane.
BERSANI RESUSCITA LE FRATTOCCHIE. Anche l’asse Rosy Bindi-Pier Luigi Bersani sta concentrando l’attenzione sulla scuola politica per giovani militanti, rilanciando il progetto «Frattocchie»: 40 under 35 che, «selezionati dai segretari regionali che hanno già avuto un’esperienza nell’amministrazione locale o nel partito», una volta al mese sono a Roma «per ascoltare le lezioni di docenti e le esperienze dei dirigenti nazionali del partito».
C’è da giurarci che molti di loro tra qualche tempo si ritroveranno tra i banchi di Montecitorio.

I Giovani socialisti lottano per gli immigrati e la difesa del lavoro

Tra gli altri partiti di sinistra sta ultimando un lento lavoro di ricomposizione la Federazione dei giovani socialisti collegata al Partito socialista di Riccardo Nencini. Al vertice c’è la perugina Claudia Bastianelli.
Ogni anno i Gs si riuniscono per il Summer camp: l’edizione 2012 si è conclusa il 1 luglio a Tirrenia in provincia di Pisa. Tra le battaglie che stanno conducendo, c’è quella per il diritto di cittadinanza agli immigrati.
Ha fatto invece discutere la polemica con il ministro del Lavoro Elsa Fornero. I Gs, attraverso Bastianelli, hanno annunciato l’invio di una copia della Costituzione alla titolare del Welfare «con evidenziate tutte le parti in cui compaiono le parole ‘lavoro’ e ‘lavoratori’», in risposta alle affermazioni di Fornero sul Wall Street Journal, dove aveva sostenuto che «il lavoro non è un diritto, ma va conquistato con sacrificio».
I VERDI SOSTENGONO I NO TAV. Anche Angelo Bonelli sta tentando di riannodare i fili del movimento giovanile del Sole che ride.
I Giovani verdi hanno scelto nel 2011 un tandem di presidenti, Massimiliano Mazzola ed Elisa Scarano. Il primo è di Palermo, la seconda di Milano: l’obiettivo è «unire ideologicamente l’Italia e rispettare la parità di genere».
All’inizio di luglio si è conclusa la loro festa nazionale nel capoluogo della Sicilia dove si è puntato l’indice sui temi della legalità.
I Verdi under 35 sono schierati a favore dei movimenti No Tav e dei comitati per l’acqua pubblica. E ad aprile si sono distinti per l’iniziativa delle primarie «Low cost», scegliendo il simbolo attraverso una consultazione degli utenti su Facebook.
I COMUNISTI CERCANO UNA NUOVA UNITÀ. Nella sinistra più radicale, si vanno ricucendo le organizzazioni giovanili dei partiti ancorati sotto la sigla della Federazione della sinistra. Da un lato ci sono i Giovani comunisti, espressione di Rifondazione comunista, nati nel 1994 con la prima presidenza affidata a Marco Rizzo. Oggi contano circa 3 mila iscritti e al timone ci sono due giovani militanti: Anna Belligero e Simone Oggionni.
La Federazione dei giovani comunisti italiani è invece guidata da Flavio Arzanello, scelto sotto l’egida di Oliviero Diliberto alla prima assemblea della Fgci che si è svolta a gennaio a Napoli.
Per avvicinare i due movimenti è nata l’associazione Ribalta alternativa ribelle, nell’ambito della costruzione di un soggetto unitario della sinistra d’alternativa giovanile e del percorso comune di Prc e Pdci all’interno della Federazione della sinistra.