Cerignola, sul calendario delle polemiche irrompe anche Miss Italia: «Mai autorizzate le foto, è abusivo»

Redazione
05/01/2024

Il prodotto criticato si chiama Miss in Terra Vecchia ed è stato attaccato perché mostra alcune modelle della manifestazione in costume o shorts. Gli organizzatori: «Bisogna evitare qualsiasi utilizzo del nome del concorso e delle immagini delle ragazze».

Cerignola, sul calendario delle polemiche irrompe anche Miss Italia: «Mai autorizzate le foto, è abusivo»

Il calendario Miss in Terra Vecchia, realizzato con il patrocinio del Comune di Cerignola da un noto studio fotografico della città, è diventato un caso. Prima sono arrivati gli attacchi della comunità, del parroco locale e della politica, per una scelta, quella di mostrare le ragazze in costume e shorts, che non è piaciuta perché ritenuta una strumentalizzazione del corpo femminile. Poi è arrivata la diffida della Miren srlus. Si tratta della società organizzatrice del concorso Miss Italia, che ha chiesto al Comune in provincia di Foggia di «cessare in via immediata qualsiasi diffusione».

La Miren srlus: «Mai concesse le autorizzazioni»

Le foto sono state scattate alle ragazze durante una tappa di Miss Italia, lo scorso luglio proprio in provincia di Foggia. Ma gli organizzatori non avrebbero concesso i diritti per sfruttare le immagini. Per questo hanno chiesto di fermare la diffusione del calendario e di «evitare qualsiasi utilizzo del nome del concorso e di qualunque segno ad esso inerente o connesso, ovvero dell’immagine delle partecipanti al concorso Miss Italia 2023». E ancora: «La organizzatrice dell’evento non ha mai concesso alcuna autorizzazione per l’utilizzo del calendario “Miss in Terra Vecchia” o altrove del nome del concorso e dell’immagine delle concorrenti. Gli utilizzi operati in detto calendario debbono ritenersi del tutto abusivi».

L’assessora di Cerignola: «Come donna non mi sento offesa»

Su Foggia Today, a rispondere dopo le polemiche è stata l’assessora alla Cultura del Comune di Cerignola, Rossella Bruno. Ha spiegato che non si tratta di un calendario istituzionale ma ha anche difeso il lavoro dello studio fotografico. Bruno ha dichiarato: «Nessuno si scandalizzò per lo spettacolo in piazza, era luglio 2023; perché tanto scandalo ora? Per una questione di gusto, appunto. Una personalissima questione di gusto, più o meno condivisibile, che alcuni esponenti politici hanno deciso di enfatizzare e drammatizzare con l’unico intento di creare un “caso”. E visto che di opinioni personali si tratta, esprimo anche la mia. Come donna, non mi sento offesa dall’ingenua rappresentazione della bellezza femminile contenuta nel calendario. Come amministratrice, apprezzo l’iniziativa di promozione della bella e storica Terra Vecchia realizzata con gusto e garbo da uno storico e blasonato studio fotografico cerignolano».

Lo studio fotografico: «Non si parla di sessismo»

Dal canto suo, anche lo studio fotografico si è difeso sulle pagine del quotidiano pugliese. Gli organizzatori hanno spiegato di voler «legare e valorizzare la bellezza del nostro Borgo Antico, per noi la Terra Vecchia, alla bellezza e alla delicatezza delle aspiranti Miss». E dopo aver ripercorso la vicenda hanno sottolineato: «Miss Italia dura da oltre 80 anni. Non ci sembra che si possa parlare di sessismo o mercificazione del corpo femminile. Piuttosto si potrebbe sottolineare come questo evento abbia negli anni contribuito a far crescere una sensibilità proprio verso un tema così delicato». E hanno annunciato di aver dato mandato «ai nostri legali di tutelare nelle sedi competenti l’immagine e la professionalità di una azienda che da oltre 100 anni ha fatto della serietà il proprio credo».