Chi è Davide Steccanella, l'avvocato di Cesare Battisti

Chi è Davide Steccanella, l’avvocato di Cesare Battisti

15 Gennaio 2019 13.22
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Cesare Battisti ha scelto il suo nuovo avvocato italiano. Si tratta di Davide Steccanella, 56 anni, noto penalista milanese. Il suo studio, e l'omonimia è fortuita quanto sorprendente, ha sede proprio in via Cesare Battisti, al civico numero 15. Steccanella, che ha difeso anche Renato Vallanzasca, è un esperto degli Anni di Piombo e ha scritto il volume Gli anni della lotta armata. Cronologia di una rivoluzione mancata (Edizioni Bietti). Sul suo profilo Facebook si legge: «Lavora presso la giustizia degli uomini». In carriera ha assistito anche l'ex terrorista di Prima Linea Mario Ferrandi, quando quest'ultimo ha chiesto – con successo – di essere riabilitato, e ha fatto volontariato all'Istituto nazionale dei tumori di Milano. Come ha scritto Paolo Colonnello sul quotidiano La Stampa, in anni recenti Steccanella ha difeso protagonisti del mondo dello spettacolo come Adriano Celentano e Claudia Mori in un caso di diffamazione, Michelle Hunziker vittima di stalking e Simona Ventura, e dirigenti di importanti società pubbliche, ma anche tanti comuni cittadini: «Appassionato di opera e di calcio, di storia del terrorismo e di ribelli, di rock e di buone maniere. Quanto di più distante insomma dal cliché dell’avvocato di "Soccorso rosso"», organizzazione nata in Italia nel 1968 per dare supporto al movimento operaio. Dopo aver incontrato Battisti nel carcere di Oristano, Steccanella ha detto poche parole ai giornalisti: «Non lo conoscevo, l'ho visto oggi per la prima volta. Ieri (il 14 gennaio, giorno del rientro in Italia, ndr) ha avuto una giornata pesantina, per giudicarlo umanamente un'ora non basta».

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QUALE POTREBBE ESSERE LA STRATEGIA DIFENSIVA

Sul quotidiano il Messaggero un articolo di Valentina Errante ha delineato quale potrebbe essere la strategia difensiva di Steccanella. È verosimile pensare che punterà innanzitutto a una revisione dell'ergastolo ostativo, che impedisce ai condannati di accedere a qualunque beneficio previsto dall'ordinamento penitenziario. Fra questi l'assegnazione al lavoro esterno, l'affidamento in prova ai servizi sociali e le misure alternative alla detenzione. Il punto è che le norme che prevedono l'inasprimento dell'esecuzione della pena per i condannati all'ergastolo per reati di mafia e terrorismo sono entrate in vigore nel 1991, mentre gli omicidi per i quali Battisti deve scontare il carcere a vita sono stati commessi negli Anni 70. Dunque si porrebbe la questione della retroattività di queste disposizioni. In secondo luogo Steccanella potrebbe tentare di ottenere che nel calcolo della pena di Battisti vengano conteggiati i circa sette anni di carcere già scontati. E infine l'avvocato potrebbe spingere l'ex terrorista al ravvedimento e a una qualche forma di collaborazione con i magistrati, un percorso che potrebbe facilitare l'accesso ai benefici previsti dalla legge. Tutti i passaggi, naturalmente, dovranno essere sottoposti al vaglio del Tribunale di Sorveglianza.

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