Quali benefici può ricavare Cesare Battisti dalla confessione

Quali benefici può ricavare Cesare Battisti dalla confessione

25 Marzo 2019 15.23
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Quali vantaggi può ottenere Cesare Battisti dal confessare i quattro omicidi per cui è stato condannato? E perché ha deciso di farlo proprio adesso? Il suo avvocato Daniele Steccanella ha negato che vi siano ragioni pratiche dietro la scelta di confermare davanti ai magistrati le sue responsabilità. «Non è stato fatto per i benefici eventuali, la speranza è di restituire un'immagine giusta del mio assistito, che non è quel mostro che può colpire ancora come è stato descritto, ma è una persona che da 40 anni non ha più commesso delitti e ha voluto rivisitare la sua vita e ricostruire un periodo» ha spiegato l'avvocato. D'altra parte, hanno sottolineato i magistrati che hanno raccolto la testimonianza, non spetta a loro decidere sul regime carcerario e quindi Battisti – che non è un pentito perché non vuole parlare delle responsabilità di altri – poco avrebbe di giovamento dalle dichiarazioni rilasciate tra sabato e domenica 23-24 marzo.

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MA PER IL PENALISTA BISCOTTI È UNA «STRATEGIA PROCESSUALE»

Tuttavia esiste una linea di pensiero secondo cui il gesto di Battisti va interpretato come «una strategia processuale»- Questo è il punto di vista del penalista Walter Biscotti, intervistato dall'Ansa. Biscotti ha patrocinato le vittime del terrorismo in diversi processi. Per capire il punto di vista di Biscotti bisogna fare un passo indietro. Il 22 marzo la Corte d'Assise d'Appello di Milano ha respinto l'istanza della difesa e ha stabilito che Battisti debba continuare a scontare la pena in isolamento diurno. Ma il nodo più importante da sciogliere riguarda l'ergastolo: il legale di Battisti ha chiesto che venga commutato in 30 anni di carcere. Il 17 maggio è prevista l'udienza che decide proprio su questo punto. È in questo quadro che si inseriscono le dichiarazioni fatte dall'ex terrorista dei Pac.

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POSSIBILI VANTAGGI SUL REGIME DETENTIVO

«Credo che Cesare Battisti – spiega l'avvocato Biscotti – abbia fatto una confessione degli atti delittuosi da lui commessi per poter rientrare nei benefici previsti dalla legge del 1987 che consente la commutazione della pena e anche l'accesso ad altri benefici. La differenza è rilevantissima, perché accedendo a questi benefici Battisti può certamente prevedere prima del previsto una possibile libertà. Già il fatto che la pena dall'ergastolo possa passare a 30 anni, significa che può accedere ai benefici di legge quando ha scontato almeno metà della pena. E scontare metà della pena significa, concretamente, scontare 12 anni per avere i primi permessi». Fonti qualificate vicine al dossier, fanno notare che in linea teorica le ammissioni fatte da Battisti possono incidere anche sul regime detentivo, allontanano per lui il rischio del "41bis", il carcere duro. Non solo. «Tra le pieghe della legge sulla dissociazione – aggiunge Biscotti – ci sono certamente altri benefici, come l'ammissione al lavoro esterno. Moretti e molti gli altri brigatisti, essendosi dissociati hanno iniziato abbastanza presto a lavorare all'esterno del carcere, pur avendo avuto l'ergastolo».

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