Nel 2019 in Italia torna a irrobustirsi il ceto medio

I bilanci delle famiglie respirano. E cresce la percentuale di reddito risparmiata. I risultati dell'indagine di Intesa Sanpaolo e Centro Luigi Einaudi.

16 Luglio 2019 19.18
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Nel 2019 torna a irrobustirsi il ceto medio. Aumenta il numero di coloro che si sentono a proprio agio con il proprio reddito, così come il numero delle persone che riescono a risparmiare. La tendenza emerge dall’indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2019, giunta alla nona edizione e realizzata da Intesa Sanpaolo e dal Centro Luigi Einaudi su un campione di 1.032 persone.

I RISULTATI DELL’INDAGINE

Il rapporto evidenzia che negli ultimi tre anni i bilanci delle famiglie hanno riacquistato parte della prosperità perduta durante la crisi: il saldo tra coloro che ritengono sufficiente o insufficiente il reddito per sostenere il tenore di vita corrente sale nel 2019 al 69% degli intervistati, massimo storico del decennio, mentre sale al 57,5% dal 51,7% di tre anni prima la percentuale di chi percepisce un reddito compreso tra 1.500 e 3.000 euro al mese. La percentuale dei risparmiatori nel campione, il 52%, torna a superare quella dei non risparmiatori, il 48%, dopo aver toccato il minimo storico del 39% nel 2013. La percentuale di reddito risparmiata raggiunge nel 2019 il massimo storico, il 12,6% contro il 12% nel 2018 e 9% nel 2011. Dall’indagine, emerge poi che la ricchezza complessiva per intervistato è di 270 mila euro che sale a 355 e 384 mila per laureati, professionisti e imprenditori.

RISALGONO LE ASPETTATIVE PENSIONISTICHE

Il rapporto, evidenzia, poi, che per gli intervistati il primo obiettivo degli investimenti resta la sicurezza, la liquidità è stabile al secondo posto, segue il rendimento di lungo termine. Si conferma, dunque, anche nel 2019 l’avversione al rischio anche a costo di sacrificare il rendimento. Risalgono, invece, le aspettative pensionistiche e aumenta il numero delle assicurazioni per i rischi della salute e della longevità. Infine, il risparmio gestito cresce e raggiunge il 15,3% degli intervistati e oltre l’80% si dichiara molto o abbastanza soddisfatto dell’investimento. «L’indagine», ha osservato Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, «conferma che l’Italia ha gli anticorpi per riportarsi su un sentiero di crescita più sostenuto: capacità imprenditoriali, un buon sistema di welfare, un basso livello del debito privato, grande e diffuso spirito di iniziativa, una elevata, e meno diseguale che altrove, accumulazione di risparmio familiare».

GROS-PIETRO: «L’ITALIA HA UN GRANDE BISOGNO DI INVESTIMENTI»

Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, ha dichiarato: «La crisi ha reso i risparmiatori più cauti, infatti subito dopo l’acquisto della casa prediligono la liquidità: metà di tutto il risparmio finanziario degli italiani è tenuto in forma liquida sui conti correnti. È certamente una forma di precauzione, ma non la migliore, perché costa e non rende». «C’è in Italia un grandissimo bisogno di investimenti, perché la domanda non sostiene la capacità di produzione. Quando pensiamo al futuro, il risparmio è il primo passo, ma se le risorse rimangono non investite, non necessariamente producono ciò che occorre per migliorare il futuro, se non a livello individuale, certamente a livello collettivo, nell’ottica dello sviluppo della società», ha continuato Gros-Pietro. «Il risparmio in conto corrente è una tradizione italiana. Ma una parte crescente di clienti si avvale sempre più degli strumenti mobili, sta a noi facilitarli nello scegliere forme di risparmio più remunerative: ci stiamo lavorando».

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