Cgia, l’industria italiana è crollata negli ultimi 15 anni: solo il Nord-Est ha retto

Redazione
13/01/2024

Tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto reale dell'attività manifatturiera è sceso dell'8,4 per cento (del 27 per cento al Sud). Recessione, pandemia e guerre dietro ai cambiamenti della nostra economia.

Cgia, l’industria italiana è crollata negli ultimi 15 anni: solo il Nord-Est ha retto

Da una ricerca della Cgia di Mestre emerge che negli ultimi 15 anni l’industria italiana è crollata, con il solo Nord-Est che ha retto con una crescita del 5,9 per cento. Tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto reale dell’attività manifatturiera italiana è infatti sceso dell’8,4 per cento. Al Sud il dato è del- 27 per cento, al Centro del -14,2 e al Nord-Ovest del -8,4. Tra i principali Paesi europei, solo la Spagna, con il -8,9, ha registrato un risultato peggiore dell’Italia. In Francia il calo è stato del 4,4, mentre in Germania la variazione è stata positiva e addirittura pari al +16,4 per cento.

Crisi dei debiti sovrani e pandemia tra le cause del crollo

Tra i fattori che hanno cambiato profondamente il volto della nostra economia, l’associazione Artigiani e Piccole imprese ha citato la grande recessione del 2008-2009, la crisi dei debiti sovrani del 2012-2013, la pandemia del 2020-2021 e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia avvenuta nel 2022. Va comunque evidenziato che tra il 2019, anno che precede lo scoppio della crisi economica/sanitaria causata dal Covid, e il 2022, il settore manifatturiero italiano ha realizzato un rimbalzo superiore a quello registrato nel resto degli altri principali Paesi Ue.

Milano l’area più “manifatturiera” del Paese

A livello provinciale, Milano rimane l’area più “manifatturiera” del Paese con 28,2 miliardi di euro di valore aggiunto nominale nel 2021. Seguono Torino (15,6 miliardi), Brescia (13,5 miliardi), Roma (12,1 miliardi) e Bergamo (11,9 miliardi). Delle prime 10 province più industrializzate d’Italia, sette si trovano lungo l’autostrada A4. Tra tutte le 107 province monitorate, quella che tra il 2007 e il 2021 ha registrato la crescita del valore aggiunto industriale nominale più elevata è stata Trieste (+102,2 per cento). Subito dopo c’è Bolzano (+55,1), Parma (54,7), Forlì-Cesena (+45) e Genova (+39,5). I territori, invece, dove le perdite di valore aggiunto sono state più importanti hanno interessato Sassari (-25,9 per cento), Oristano (-34,7), Cagliari (-36,1), Caltanissetta (-39) e Nuoro (-50,7).