Chef e gentiluomo

Redazione
30/01/2011

di Alessandra Cardinale «Cucinare è come amare… o ci si abbandona completamente o si rinuncia». Lo ripeteva dalla sua rubrica...

di Alessandra Cardinale

«Cucinare è come amare… o ci si abbandona completamente o si rinuncia». Lo ripeteva dalla sua rubrica settimanale sul New York Post, negli anni ’60 Harriet Van Horne, una delle penne più graffianti e critiche della società americana.
Il mantra della signora Van Horne è diventato la regola numero uno per la nouvelle generation dei giovani cuochi internazionali, non solo maestri tra i fornelli ma astuti gestori del proprio business.
Vere e proprie rising star con schiere di fan, donne e uomini, su Facebook e Twitter, i nuovi chef talentuosi scrivono libri alcuni dei quali diventano best-seller – è il caso del cuoco più conosciuto d’Inghilterra, il 35enne Jamie Oliver (leggi l’articolo sugli chef magnati Rampsey e Oliver) conducono trasmissioni televisioni e radiofoniche, tengono corsi, lezioni private e collettive, conferenze sulla buona gastronomia, sul vino adatto a ciascuna stagione e portata, sulla corretta presentazione dei piatti.
Instancabili e ambiziosi, prima di tutto, e se non bastasse anche bellocci. Se prima conoscere i volti dei noti chef mondiali era, per i più pagani, una missione impossibile, ora i gentleman della cucina non disdegnano la corte dei media. Tutt’altroie  (guarda la photogallery degli chef-star).

Alessandro e Simone, fornelli mediterranei

Alessandro Borghese è in Italia tra i giovani chef più conosciuti. Nato a San Francisco, cresciuto a Roma, dal 2004 conduce la trasmissione su Sky Cortesie per gli ospiti.
Nel 2009 ha pubblicato un libro L’abito non fa il cuoco. La cucina italiana di uno chef gentiluomo e, prima di approdare in televisione, ha fatto stage all’estero e lavorato su una nave da crociera.
Gavetta dura e abbastanza lunga per un figlio d’arte. La madre, Barbara Bouchet, ha più volte dichiarato di essere fiera del “suo” chef gentiluomo.
DALLA TIVÙ ALLE LIBRERIE. Per rimanere in patria, Simone Rugiati, ex cuoco della trasmissione La prova del cuoco, tentato dall’Isola dei Famosi da cui è tornato fisicamente provato, ora conduce su La7 la gara culinaria Cuochi e fiamme.
Ha al suo attivo ben nove libri sulla cucina e sui menu su come conquistare il proprio partner. Boom di vendite, il 30enne Rugiati ha rispolverato l’antico ma evidentemente sempre attraente binomio sesso e cibo. 

Jamie e Gordon, gustosa Albione

Jamie Oliver, conosciuto come the Naked chef of England (titolo della sua prima serie televisiva andata in onda nel 1998) è il punto di riferimento di molti giovani sous-chef e aspiranti cuochi.
Una vera e propria star, ha condotto più di dieci trasmissioni di cucina vendute in oltre 40 Paesi e, Oltreoceano, è stato ospite nella trasmissione di Oprah Winfrey negli Stati Uniti. Autore del libro più venduto in Inghilterra nel 1999, oltre mezzo milione di fan su Facebook, Oliver è stato il cuoco – anche se per una sola cena – dell’ex primo ministro Tony Blair e moglie a cui aveva preparato le sue specialità: i piatti italiani.
DURO DA VIDEOGIOCO. Appassionato di football ma costretto ad appendere gli scarpini al chiodo per un infortunio, il destino di Gordon Ramsay, inglese, 45 anni, era da tutt’altra parte.
Come Oliver, la sua fama e il suo successo li deve al piccolo schermo e alla fortunata serie Hell’s Kitchen in onda anche in Italia. Può però vantare un videogame che la Nintendo ha voluto dedicargli con oltre 35 ricette firmate Ramsay.

Renè e Geir, sapore norvegese

Dalla Norvegia arriva uno dei più influenti chef a livello internazionale che a 34 anni è proprietario di “Noma”, il miglior ristorante al mondo – onore che Renè Redzepi ha raccolto nel 2010.
Madre norvegese, padre albanese, Redzepi non aveva la vocazione per fare il cuoco. «È capitato per caso», ha dichiarato sornione in alcune interviste. Dopo alcuni soggiorni in Francia e Spagna per imparare il mestiere, nel 2001 ha deciso di stabilizzarsi a Copenhagen dove ancora risiede e studia modi per reinventare la cucina nordica che vivacizza con ingredienti balcanici. La sua geniale miscela gli sta fruttando una fortuna.
L’ALLIEVO DI OSLO. Da annoverare tra le future stelle culinarie il 30enne Geir Skeie nato a Oslo, in Norvegia. Skeie ha già ricevuto premi prestigiosi come il Bocuse d’Or vale a dire il primo premio al concorso mondiale di cucina che si tiene ogni due anni in Francia.
Skeie è stato il primo norvegese a vincere questa gara con una ricetta a cui ha lavorato per circa 15 anni. Il giovane promette bene.