Rimosso il capo degli 007 tedeschi dopo gli scontri di Chemnitz

Rimosso il capo degli 007 tedeschi dopo gli scontri di Chemnitz

18 Settembre 2018 17.56
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Il capo dei Servizi segreti tedeschi, Hans-Georg Maassen, è stato rimosso dal suo incarico e diventerà segretario di Stato al ministero dell'Interno. La decisione è stata presa a Berlino al termine di un vertice di coalizione cui hanno preso parte la cancelliera Angela Merkel, il ministro dell'Interno Horst Seehofer e la presidente della Spd, Andrea Nahles. Dietro la scelta c'è la risposta di Maassen agli scontri causati da esponenti dell'estrema destra a Chemnitz, nella Germania orientale. Lì, il 26 agosto, dopo l'omicidio di un cittadino tedesco avvenuto nel corso di una rissa con alcuni stranieri, è partita una vera e propria caccia al migrante. Maassen aveva detto però di dubitare che l'intento degli estremisti fosse quello di prendere di mira gli extracomunitari ed era stato quindi accusato di minimizzare la gravità dell'accaduto (leggi anche: Chemnitz è il primo pogrom della Germania postbellica).

UNA VITTORIA PER ANGELA MERKEL

La rimozione di Maassen è comunque una vittoria per Angela Merkel, che voleva la sua testa. Vittoria conseguita senza far perdere la faccia al ministro Seehofer. Schiacciare i nemici, del resto, non è nello stile della cancelliera. Il gioco di squadra con l'Spd ha avuto un ruolo fondamentale. Era stata infatti proprio la leader dei socialdemocratici a presentarsi per prima davanti ai microfoni, dopo le dichiarazioni rese alla Bild dal capo degli 007 tedeschi. Il funzionario aveva sostenuto che la caccia allo straniero scatenata a Chemnitz fosse tutta un'invenzione della stampa e che i video, presumibilmente, non fossero autentici. Nahles aveva replicato che dal numero uno dei servizi segreti «non ci si aspettano speculazioni, ma prove».

I PASSI FALSI DI MAASSEN

Da quel momento il fuoco di fila contro Maassen è andato avanti senza interruzioni, tanto da costringere il diretto interessato a una velata marcia indietro. Ma l'intervista alla Bild è stata solo l'ultima goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno. Dalla sua elezione ai vertici della sicurezza interna tedesca nel 2012, Maassen ha collezionato una serie di critiche pesanti. Le più recenti riguardano i suoi rapporti con la formazione populista di Alternative fuer Deutschland. Sull'emittente pubblica ARD è andata in onda una ricostruzione della trasmissione Kontraste secondo la quale Maassen avrebbe reso note informazioni riservate al gruppo parlamentare dell'Afd molto prima che fossero disponibili per la pubblicazione. E ancora una militante pentita dell'Afd, Franziska Schreiber, autrice di un libro di recente pubblicazione – 'Inside Afd' – ha scritto che l'ex leader della formazione di ultradestra, Frauke Petry, le avrebbe raccontato dei suoi colloqui con Maassen, colloqui nei quali il capo degli 007 avrebbe dato consigli su come evitare al suo partito di essere controllato dai servizi di sicurezza.

ENGELKE IN POLE PER LA SUCCESSIONE

Ancora prima Maassen era stato criticato per gli errori investigativi sulla strage del mercatino di Natale del 2016 e sulla gestione lacunosa del caso Amri. Al momento non è chiaro chi prenderà il suo posto al vertice dei servizi, ma secondo fonti vicine all'Unione Cdu-Csu potrebbe essere proprio uno degli attuali segretari di Stato agli Interni, Hans-Georg Engelke, in una sorta di valzer delle poltrone.

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