«Con la casa di proprietà niente reddito di cittadinanza»

«Con la casa di proprietà niente reddito di cittadinanza»

24 Settembre 2018 06.49
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Da una parte c'è la Lega con la riforma della Fornero a quota 100, dall'altra il Movimento 5 stelle con il reddito di cittadinanza che per dare un sostegno a chi vive sotto la soglia di povertà dovrebbe costare come minimo 15 miliardi. E invece le due forze politiche del governo giallo verde devono spartirsi al massimo dieci miliardi, quei dieci miliardi che secondo Rocco Casalino sarebbero così facili da trovare se non ci fossero resistenze all'interno del Ministero dell'economia e delle finanze. Il risultato è una gamma di ipotesi sul tavolo dei tecnici per far tornare i conti, tra cui secondo La Stampa quella clamorosa di riservare il reddito di cittadinanza solo a chi non ha la casa di proprietà, di rivedere il peso del numero dei figli a carico e, come è noto, di escludere tutti i "non italiani", proposta che come spiegato da Lettera43.it risulta difficilmente compatibile con la Costituzione. Per di più il governo potrebbe mettere mano alla Naspi e andare a erodere le risorse per gli 80 euro. Comunque vada la linea dettata da Matteo Salvini è chiara: «l’impegno più pesante, di 6-7 miliardi», ha spiegato il leader della Lega sarà la retromarcia sulla riforma delle pensioni (leggi anche Il reddito di cittadinanza potrebbe essere legato all'Isee).

Sarà una manovra del popolo… Troveremo le risorse anche facendo deficit

DI MAIO PROMETTE CARCERE AGLI EVASORI, MA APRE A QUELLI "BUONI"

L'altro vicepremier, neanche a dirsi, non la pensa allo stesso modo. «Sarà una manovra del popolo che aiuta gli ultimi e fa la guerra ai potenti: e dentro ci saranno il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero e i soldi per i truffati dalle banche», ha rilanciato le promesse Luigi Di Maio in un'intervista a il Fatto Quotidiano, a cui ha assicurato: «Troveremo le risorse, anche facendo deficit». E a tal proposito un formidabile assist gli è arrivato dalla Francia di Emmanuel Macron. Ma più le risorse si cercano più emergono i possibili conflitti. Senza considerare che anche il presidente della Bce Mario Draghi ha bacchettato la retorica dei gialloverdi. Un problema su tutti è quello della cosiddetta "pace fiscale". Per Di Maio «il condono fino a un milione di euro per noi è inaccettabile. I furbi non vanno premiati, e infatti a fine settembre nel decreto fiscale verrà previsto il carcere per chi evade. Abbiamo chiesto agli uffici i dati per individuare le persone in difficoltà, dai piccoli imprenditori alle famiglie. E su quelli costruiremo soglia e platea della pace fiscale». E Massimo Bitonci gli è in qualche modo venuto incontro – sulla forma, si intende, non sulla sostanza – e con la Repubblica ha parlato di «evasori buoni» ed «evasori cattivi», la linea alla quale anche Di Maio si è adeguato.

IL VICEPERMIER: «SARÀ UNA MANOVRA DEL POPOLO»

Nel corso della giornata Di Maio, attraverso la sua pagina Facebook, ha rilanciato i provvedimenti della prossima legge di bilancio, definita una «manovra del popolo» che «aiuta gli ultimi e fa la guerra ai potenti». «Dentro», ha scritto, «ci saranno il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero e i soldi per i truffati delle banche». Il ministro del Lavoro ha poi tenuto una diretta su Instagram rispondendo alle domande degli utenti. Il reddito di cittadinanza, ha detto, varrà «per i giovani che non hanno mai trovato» un lavoro ed anche «per quelli che pur lavorando guadagnano meno della soglia di povertà. Sembra assurdo ma questi ultimi i cosiddetti working poor, purtroppo sono sempre di più».

Di Maio vuole il deficit al 2,8% come la Francia

Parigi chiama, Roma risponde. Il governo francese ha annunciato per il 2019 un taglio delle tasse pari a 24,8 miliardi di euro, nel tentativo di dare impulso all’economia e creare più posti di lavoro. Per finanziare la misura, il deficit pubblico del Paese dovrebbe aumentare dal 2,6% del Pil di quest’anno al 2,8% dell’anno prossimo, comunque sotto al 3%.

«A FINE MESE IL DECRETO LEGGE SUL FISCO»

Di Maio, risponendo a una domanda sul rischio che i lavoratori in nero possano prendere il reddito di cittadinanza che il M5s vuole inserire nella manovra, ha spiegato che «Le sanzioni per chi dichiara il falso sono pesantissime. Non ci sarà nessuna pietà per chi cerca di fregare lo Stato e gli altri cittadini. In ogni caso, i furbi non vanno premiati e infatti a fine settembre nel decreto fiscale verrà previsto il carcere per chi evade».

Cosa prevede il decreto sicurezza

Politica Via libera del Consiglio dei ministri al decreto-Salvini che ha unificato i precedenti testi su . Il provvedimento modifica la normativa in materia dell’ accoglienza dei profughi, in particolare dei richiedenti asilo, abolendo il permesso umanitario. Stretta anche per le occupazioni. In caso di sgombero le esigenze della proprietà saranno valutate più della vulnerabilità degli occupanti.

«IL JOBS ACT RIFORMA FOLLE»

Il Jobs act è «una riforma folle» che ha «come effetto collaterale» l'essere «un incentivo a smettere di lavorare, un modo per dire ai cittadini che non sono più utili, un modo per umiliare le persone», ha attaccato Di Maio sulla riforma del lavoro fatta da Renzi in diretta Facebook. «Il Movimento 5 stelle ha sempre osteggiato il Jobs act e lo rivendico con orgoglio», attacca Di Maio, «con il Decreto dignità abbiamo messo un freno al precariato e la settimana scorsa abbiamo fatto ripartire la cassa integrazione in deroga per aiutare migliaia di famiglie italiane».

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