Chi ha Fifa di Putin

Redazione
06/12/2010

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Chi ha Fifa di Putin

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Altroché Italia! La Russia si è aggiudicata l’organizzazione dei Mondiali di calcio 2018 grazie soprattutto al pressing del suo stesso premier Vladimir Putin che ha avuto «incontri segreti con almeno un terzo dei membri del comitato esecutivo Fifa» (ExCo).
A rivelarlo è stato il grande persuasore russo, l’uomo più influente all’interno del Comitato promotore per la candidatura “Russia-2018”: Vyacheslav Koloskov. Ex presidente della Federcalcio russa, già vice presidente della Fifa, Koloskov è stato tra i massimi funzionari dello sport sovietico prima e di quello russo oggi.
In una lunga intervista pubblicata il 6 dicembre dal quotidiano russo Sport Express ha raccontato i retroscena della vittoria russa, che ha spiazzato le candidate rivali Belgio-Paesi Bassi, Spagna-Portogallo e Regno Unito (leggi la reazione britannica). Si parla del lavorio diplomatico russo, di quello del Cremlino e delle amicizie russe interne alla Fifa. E della «merito» italiano nel successo russo, sbandierato dal premier Silvio Berlusconi il 3 dicembre a Sochi, non vi è neppure lontana traccia.

Il pressing politico del Cremlino

Il particolare rimbalzato subito su tutta la stampa russa è quello del lavoro di lobby portato avanti da Putin dietro le quinte con molti dei membri dell’organo Fifa che decide l’assegnazione della competizione.
«Uno dei motivi della nostra vittoria», ha dichiarato Koloskov, «è il forte sostegno che il Comitato promotore ha ricevuto dalla leadership e dal governo del Paese. Il presidente Dmitri Medvedev si è incontrato con i capi di Stato stranieri e ha parlato loro della nostra candidatura».
«Il premier Putin, poi, non ha solo dato un sostegno a parole al progetto, come i capi dei governi degli altri Stati concorrenti: ha incontrato almeno un terzo dei membri dell’ExCo Fifa durante la campagna “Russia-2018”. Abbiamo tenuto questa informazione segreta e solo ora possiamo rivelarla».
Ufficialmente Putin aveva deciso di non partecipare alla cerimonia di assegnazione a Zurigo lo scorso 2 dicembre per «non esercitare pressioni esterne sui membri elettori». Probabilmente già sapeva che il suo pressing politico aveva portato i risultati sperati, così dopo nemmeno un’ora dall’annuncio della vittoria russa si è materializzato in Svizzera a brindare con il Comitato promotore e i vertici Fifa.
Il giornale britannico Sunday Express ha sostenuto che tra i 22 membri dell’ExCo su cui Putin ha fatto particolari pressioni, ci fosse il vicepresidente Fifa Jack Warner: ministro dei Trasporti di Trinidad e Tobago e figura influente sui tre voti spettanti alla regione caraibica e a quelle del Nord e Centro America. Con lui il premier russo avrebbe avuto un incontro a porte chiuse a Mosca, il 26 ottobre, nel quale ha promesso una sua visita a Trinidad e la consegna entro il 2017 di 13 stadi nuovi e infrastrutture avveniristiche in Russia (leggi qui quanto costerà il mondiale russo).

Brindisi tra Blatter e Putin

Tra gli altri motivi del successo delle Federazione russa, Koloskov ha indicato il «supporto diplomatico» ricevuto da «alcuni ambasciatori molto generosi». «Quando siamo stati in Paraguay il nostro rappresentante diplomatico non ci ha lasciato un minuto», ha ricordato.
Figura centrale nel Comitato promotore, secondo Koloskov, è il ministro dello Sport e membro egli stesso del Comitato esecutivo Fifa, Vitali Mutko. «Ha fatto un gran lavoro in Russia e all’estero. Se non avesse promosso la nostra causa in continuazione in ogni incontro con i colleghi Fifa, garantendo anche la fattibilità del progetto, nulla di tutto questo sarebbe potuto accadere».
Tutto ciò senza contare le amicizie storiche che legano la Fifa e alcuni membri del Comitato “Russia-2018”: come il direttore d’orchestra Valerij Gergjev, «grande amico» del presidente Sepp Blatter. Il capo della Fifa è da sempre in buoni rapporti anche con il premier russo e da subito è stato sostenitore del Mondiale a Mosca. Lo stesso Koloskov ha raccontato di una serata di festeggiamenti «a suon di vino rosso» nell’albergo della delegazione russa a Zurigo il 2 dicembre con Putin, Gergjev e Blatter.