Chi ha tradito Anna Frank? Una nuova indagine riapre il cold case

04 Ottobre 2017 15.57
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Chi tradì Anna Frank e la sua famiglia? Chi indirizzò la Gestapo al 263 di Prinsengracht ad Amsterdam per catturare la ragazzina ebrea di origini tedesche il cui 'Diario' è uno dei maggiori documenti sulla Shoah? Un 'Cold case' da riaprire per l'ex agente dell'Fbi Vincent Pankoke che si è messo alla guida di un team di 20 esperti per fare finalmente luce su una tragedia che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro e che ha eluso già varie inchieste sia della polizia sia dell'Istituto per i crimini di guerra olandesi.

CREATO UN SITO WEB APPOSITO. Su 'Anna Frank. A Cold Case Diary', il sito web creato per documentare l'inchiesta in corso e i suoi continui aggiornamenti, è tracciato il filo rosso dell'indagine: «Cosa condusse all'arresto rimane fino ad oggi non chiaro. Il tradimento sembra essere l'unica conclusione logica, ma da parte di chi e perchè?». «Fino ad adesso – ha continuato il sito – la maggior parte delle ricerche sono state compiute da scrittori, giornalisti o storici, ma mai da un gruppo di investigatori forensi in grado di usare le tecniche dei 'casi freddi' e supportati dall'intelligenza artificiale».

L'EX AGENTE: «GIA' TROVATI ALCUNI RISCONTRI». Per questo Pankoke ha riunito criminologi, storici, detective e psicologi, scienziati forensi, analisti dei dati, esperti di software e poliziotti. Il gruppo multidisciplinare conta di usare particolari software per organizzare e analizzare la gran massa di dati disponibili sulla vicenda in modo da trovare connessioni fino ad ora non visibili. In un'intervista con il quotidiano inglese The Guardian – ripreso dai media israeliani – Pankoke ha detto che il gruppo ha già trovato nuovi sviluppi sul caso grazie a documenti del tempo di guerra declassificati di recente negli Usa e che includono liste di ebrei arrestati dopo essere stati traditi da informatori o agenti della Gestapo ad Amsterdam.

L'INCHIESTA CONTINUERA' FINO AL 2019. «Le precedenti ricerche della polizia olandese – ha spiegato Pankoke al giornale – non erano delle vere e proprie indagini. Ho lavorato sulle carte e ho trovato molte questioni ancora senza risposta». L'inchiesta in corso rischia di toccare anche un tema sensibile: la corresponsabilità con i nazisti nella caccia agli ebrei da parte di poliziotti e delatori olandesi, di cui ad esempio Bernardus Riphagen fu uno dei più noti. Sono molte, allo stato attuale, le teorie ma nessuna – si dice sul sito web – è suffragata da prove certe, compresa l'ultima ricerca del 2016 che indica in una causalità il motivo dell'arresto della ragazza. L'indagine di Pankoke – realizzata insieme al Museo di Anna Frank che sorge nella casa nascondiglio della ragazza – andrà avanti fin al 4 agosto 2019, ricorrenza dei 75 anni della deportazione della famiglia Frank.

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