«Chi ha vinto elezioni non è sopra la legge»

Redazione
22/01/2011

«Chi ha vinto le elezioni non può pensare di essere al di sopra della legge». Il presidente della Camera, Gianfranco...

«Chi ha vinto elezioni non è sopra la legge»

«Chi ha vinto le elezioni non può pensare di essere al di sopra della legge». Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, non ha usato giri di parole intervenendo il 22 gennaio a un’iniziativa di Futuro e Libertà a Reggio Calabria. Riferendosi alle conseguenze del caso Ruby e all’inchiesta milanese sul premier, Fini ha aggiunto che «il giustizialismo è un male, ma non può esserci giustizialismo quando si ribadisce chiaramente che la presunzione di innocenza non possa essere confusa con la presunzione di impunità».
AFFONDO SULLA LEGALITÀ. «Ho il dovere di ricordare al presidente del Consiglio che Fli è nata per l’impossibilità nel Pdl di affrontare certe questioni, di dire scomode verità e soprattutto perché abbiamo pensato fosse un dovere morale dimostrare che a certi principi noi crediamo davvero. Perché in alcuni momenti tacere diventa essere corresponsabile. Non ce la sentivamo di non dire, di tacere», ha aggiunto Fini lanciando l’affondo: «Quando si arriva a dire che Vittorio Mangano è un eroe, o si ribadisce che non è vero oppure si diventa complici».
«A RISCHIO BUON NOME ITALIA». Il presidente della Camera ha fatto un veloce riferimento alla legge elettorale: «La preferenza non è di per sé lo strumento migliore per scegliere il proprio parlamentare. Molto meglio è il collegio uninominale, in cui ciascuno si presenta mettendoci la faccia». E poi ancora rivolto all’ex alleato: «Non voglio infierire, ma il buon nome dell’Italia da qualche tempo a questa parte viene sottoposto a dure critiche non solo per le inchieste ma per i comportamenti di chi l’Italia la rappresenta».
 

Fini si è rivolto ai giovani di una cooperativa

In mattinata Fini aveva incontrato, a Reggio Calabria, i giovani di una cooperativa, tutti studenti del liceo scientifico Leonardo da Vinci, aderenti all’associazione Ambiente e vita a cui è stato assegnato un fondo agricolo confiscato alla ’Ndrangheta. Anche a loro, lo stesso messaggio: «Senza legalità non ci possono essere né democrazia né crescita civile».
Nel suo discorso ai ragazzi Fini ha detto: «Oggi siete in prima linea accanto alle forze di polizia, ai carabinieri, alla guardia di finanza, ai magistrati. Si vince se i cittadini saranno accanto agli uomini dello Stato superando i silenzi o la collusione che talvolta imprigionano anche le persone perbene. È chiaro che alla mafia in tutte le sue definizioni occorre togliere l’acqua come ai pesci in una vasca».
SOLIDARIETÀ AL PROCURATORE. Fini, accompagnato da alcuni parlamentari di Fli, ha anche visitato presso la sede della procura generale il procuratore generale Salvatore Di Landro, nei confronti del quale nel 2010 la ’Ndrangheta ha ordito due attentati. Un gesto di solidarietà, ha spiegato il presidente della Camera, a chi è stato «oggetto negli ultimi mesi di numerosi episodi di intimidazione, l’ultimo con una bomba esplosa davanti al portone della sua abitazione».
LA CENA A BARI Durante una cena organizzata dai sostenitori di Futuro e Libertà, Fini ha detto: «Un altro centrodestra è possibile rispetto a quella caricatura che si sviluppa attorno all’asse grottesco Bossi-Berlusconi, con Bossi che passa le carte».
a proposito delle affermazioni fatte nei suoi riguardi dal premier, Fini ha aggiunto: «È un brutto momento quando si dicono le bugie e ci si convince che sono la verità». «Berlusconi dice che ho impedito la riforma della giustizia» ha aggiunto il leader di Futuro e libertà «ma così dicendo mi mette una medaglia al bavero». Secondo Fini «la riforma della giustizia non deve servire a mettere al riparo chi ha sbagliato ma a garantire che chi ha sbagliato paghi». Il presidente della Camera ha anche fatto un paragone tra l’attuale situazione in Italia e la realtà dipinta dall’ultimo film di Antonio Albanese Qualunquemente: «Il film sembra dipingere qualche cosa che è la realtà ma la politica è altro».