Chi salverà gli ex colonnelli di An?

Renato Besana
12/12/2010

Disprezzata da Fini, la vecchia guardia corre il rischio di essere emarginata dal Cav.

La voce è troppo insistente per essere classificata tra le bufale avariate: una parte rilevante degli ex An rimasti nel Pdl dopo la scissione finiana avrebbe una gran voglia di rimettersi in proprio, magari vincolandosi con un patto federativo al partitone, giusto per non prestare il fianco ad accuse di tradimento e ribaltonismo. Il contesto più adatto alla secessione dolce potrebbe essere rappresentato da eventuali elezioni anticipate o dal turno amministrativo che si svolgerà in primavera.
Se il progetto rimane per il momento soltanto un desiderio, si deve all’incertezza per le sorti immediate della maggioranza e, soprattutto, al timore che Berlusconi, messo di fronte al fatto compiuto, preferisca accordarsi con Fini e abbandoni al suo destino la rinata Alleanza nazionale, un po’ com’era accaduto a Francesco Storace, spinto a fondare la Destra e poi mollato senza tanti complimenti.

La lezione del Carroccio

Esiste un altro precedente: i leghisti che nel ’94 non condivisero la scelta di far cadere il governo non ebbero da Forza Italia appoggio alcuno. Anzi: appena Bossi tornò a comportarsi da fedele alleato, furono semplicemente cancellati dalla politica.
Gianfranco Fini, d’altra parte, considera il Cavaliere un avversario dal quale vorrebbe essere trattato alla pari, ma detesta profondamente i suoi ex colonnelli, con i quali non correva buon sangue fin dai tempi del caffè al veleno, quando alcuni di essi vennero intercettati da un cronista del Tempo mentre al tavolino d’un bar spettegolavano sulla sua burrascosa relazione con Stefania Prestigiacomo. Per avere la loro testa sarebbe disposto a più d’un passo indietro.
Il grosso di Forza Italia ha gestito la nascita del Pdl come una sorta di opa ostile: annettere per distruggere, si prende il buono, cioè i voti, e si sottopone a mobbing duro la classe dirigente acquisita, in attesa di poterla licenziare. I notabili azzurri, divisi da faide perenni, sono solidali soltanto nel considerare ospiti non graditi i quadri e militanti dell’ex An, tenuti in un sottoscala come gli odiosi zii babbani facevano con Harry Potter, del quale non possiedono però i poteri, salvo quello di sparire.
Un destino ingrato attende la destra all’interno del Pdl: mal tollerata in casa propria e disprezzata dai Futuristi, rischia di finire emarginata, sia che resti, sia che cerchi di andarsene per la propria strada. La prudenza sconsiglia passi avventati, ma la tentazione è forte.