Chiara Ferragni non è un’azienda: perché è stato un errore sparire dai social e affidarsi a un team anti-crisi

Paolo Landi
03/01/2024

Quello del pandoro non è il primo scivolone. L'influencer, riapparsa su Instagram il 3 gennaio dopo settimane di silenzio, ha fatto bene a scusarsi in lacrime e confidare di essere «distrutta»: anche le dive di Hollywood Anni 50 mostravano la loro anima. Il pubblico si nutre di cadute e risalite. Ora per uscirne deve adottare una exit strategy meno corporate possibile. E magari fare qualche domanda in più a Balocco.

Chiara Ferragni non è un’azienda: perché è stato un errore sparire dai social e affidarsi a un team anti-crisi

Chiara Ferragni non è un’azienda. O meglio, non lo è in modo tradizionale. Affidarsi quindi a un team di specialisti nella risoluzione di crisi aziendali sembra un errore, l’ennesimo. Perché quello del pandoro non è il suo primo scivolone. Nel 2018 aveva fatto pubblicità a una marca di latte artificiale e venne travolta dalle critiche delle sostenitrici dell’allattamento al seno, ma fu costretta a rimuovere il post perché in Italia è illegale pubblicizzare il latte in formula sostitutiva.

Chiara Ferragni non è un'azienda: perché è un errore sparire dai social e affidarsi a un team anti-crisi
Il post (poi rimosso) di Chiara Ferragni che pubblicizza latte artificiale.

Il compleanno di Fedez al supermercato, tra sprechi e pubblicità

Poi ci fu la festa di compleanno al supermercato per Fedez: tra lanci di ortaggi, di cibi in scatola e gincane in carrello sembrò un inno allo spreco e invece era una pubblicità a Carrefour. A seguire le foto con la figlia ricoverata in ospedale che indignò i difensori della privacy infantile, per non parlare della terapia del dolore che i Ferragnez hanno imposto ai loro follower con la grave malattia di Fedez, documentata minuto per minuto.

L’aperitivo sul ghiacciaio raggiunto in elicottero, alla faccia dell’ambiente

A settembre 2022 l’errore che ha fatto inorridire Greta Thunberg e milioni di seguaci dei Fridays for Future: l’aperitivo in Svizzera, il ghiacciaio raggiunto comodamente in elicottero, lasciando una scia di emissioni Co2 spropositate confrontate alla futilità della mission.

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L’aperitivo sul ghiacciaio di Chiara Ferragni con gli amici.

È funzionale, ogni tanto, mostrare l’anima all’immaginario popolare

La Ferragni si è sempre salvata restando se stessa: quel misto di ingenuità e di furbizia, di candore e di cinismo che ha contraddistinto la sua storia. È stato un errore sparire dai social e rinchiudersi in casa, prima della riapparizione con due stories su Instagram il 3 gennaio, mentre ha fatto bene a confessarsi in lacrime con quel post in tuta grigia e a confidare a qualcuno che è «distrutta»: anche le dive di Hollywood negli Anni 50 – panna montata fuori e cemento armato dentro – avevano un’anima ed era perfettamente funzionale, ogni tanto, mostrarla all’immaginario popolare che, da sempre, si nutre del successo, delle cadute e delle risalite dei suoi miti.

Chiara Ferragni non è un’azienda: perché è un errore sparire dai social e affidarsi a un team anti-crisi
Le stories Instagram di Chiara Ferragni, riapparsa sui social dopo settimane di silenzio.

L’azienda Balocco scandalosamente silenziosa in questa ridicola storia

Ne sanno qualcosa i reali del Regno Unito, tra scandaletti e tragedie che non si sono nemmeno sognati di far gestire a team di esperti in crisi aziendali, preferendo delegare ai tabloid popolari le previsioni sulla loro fine e quelle sulle loro rinascite prossime venture. «Tesoro: ti vedo trionfare», dice la medium alla protagonista di Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni di Woody Allen, nel momento più tremendo attraversato dalla povera donna, abbandonata dal marito, in preda all’alcol e a una solitudine che pare senza via d’uscita. Chiara trionferà, come al solito, se darà retta solo a se stessa, senza aziendalizzarsi, adottando una exit strategy meno corporate possibile, raccontandosi come al solito, nei suoi alti e nei suoi bassi, ridendo e piangendo, informando il suo pubblico delle difficoltà che sta passando, possibilmente esagerandole, ponendo domande, per esempio, all’azienda Balocco, scandalosamente silenziosa in questa ridicola storia. In fondo dare la colpa a qualcuno o a qualcun altro è esattamente quello che sta facendo una parte della sua community, quella che però già la odiava e le gettava virtuali bucce di banana quotidiane nei commenti. Rosicando perché Chiara non scivolava mai.