Chinese Beaver Meme, chi è il castoro nuovo tormentone in Cina tra meme e soft power

Federico Giuliani
10/02/2024

Ci risiamo: dopo i Muyun Brothers, i tre fratelli nani che cantano e suonano una chitarra, è arrivato un altro personaggio virale da Pechino. Si tratta di un cartone che si avventura in un monologo motivazionale in lingua cantonese. E che sta arrivando anche in Occidente. L'origine è un film d'azione del 1986. Ma dietro potrebbero esserci le solite dinamiche da propaganda fra storia e geopolitica.

Chinese Beaver Meme, chi è il castoro nuovo tormentone in Cina tra meme e soft power

La clip animata dura una manciata di secondi. In primo piano c’è un animaletto marrone con una benda accanto all’occhio destro e un vistoso graffio sopra la guancia sinistra. È un castoro – o forse un orsetto o una marmotta – dallo sguardo deciso e dalla parlantina tagliente. Non sappiamo chi sia il suo interlocutore, ma il protagonista del filmato si avventura in un monologo motivazionale in lingua cantonese, quasi come a volersi rivolgere a ogni singolo utente in ascolto oltre lo schermo. La voce del personaggio è decisa, il doppiaggio ha un tono volutamente drammatico. Il contenuto rende l’intera scena ancor più bizzarra, visto che il castoro parla di «principi da rispettare», del fatto di non voler essere «calpestato» moralmente dagli altri, di «mettersi alla prova» e di «reclamare» ciò che sente suo. L’effetto della scena è straniante e sui social questo video è già diventato un piccolo tormentone. Il Chinese Beaver Meme, il meme del castoro cinese, ha così ottenuto un enorme successo in Asia e adesso è appena diventato virale anche dalle nostre parti. Ma qual è la sua storia?

 

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«Combatterò per dire alle persone che riprenderò tutte le cose che ho perso»

«Ho i miei principi e non voglio essere calpestato per tutta la vita. Pensi che sia un mendicante? Ho aspettato tre anni solo per avere una possibilità. Combatterò, non per dimostrare che sono grande, ma per dire alle persone che riprenderò tutte le cose che ho perso». È questo il significato del monologo del castoro ferito condiviso migliaia di volte in tutto il mondo. No, non è la scena di un cartone animato, perché il personaggio non esiste al di fuori del meme stesso. L’intera gag è una trasposizione del film d’azione di Hong Kong del 1986 intitolato A Better Tomorrow e girato da John Woo.

Il video parodia è stato pubblicato per la prima volta sulla piattaforma di social media cinese Bilibili nel novembre 2022 da un utente chiamato B Teaches Animation. Successivamente è finito su TikTok, dove il pubblico in lingua inglese ha a sua volta rilanciato e modificato la clip. La maggior parte delle persone, in Occidente, non capisce le parole pronunciate dal castoro, e forse è proprio questa una delle ragioni del successo conseguito dal meme. Milioni di utenti sono infatti semplicemente rimasti affascinati dal discorso drammatico e dal volto espressivo dell’animaletto. L’umorismo incarnato da simili meme è insomma dato dalla disconnessione tra gli emotivi discorsi dei personaggi e l’incapacità degli spettatori occidentali di capirne il contenuto.

Imitazione cartoonesca di Mark Lee, interpretato da Chow Yun-fat

Il castoro è l’imitazione cartoonesca di Mark Lee, il personaggio del film A Better Tomorrow interpretato da Chow Yun-fat. Nel capolavoro di John Woo, Lee implora Ti Lung, interpretato da Sung Tse Ho, di fare qualcosa in mezzo alla crescente violenza che sta prendendo piede in una Hong Kong vessata dalle Triadi mafiose. Nella storia originale il protagonista ha perso il suo posto nel mondo criminale ed è stanco di essere preso in giro dai rivali cittadini. Dopo esser scampato a un feroce pestaggio, l’uomo chiede a Lung che venga fatto qualcosa per smuovere una situazione diventata ormai insostenibile.

@dinamo_sassari

Grazie mille castoro cinese motivazionale #meme #beaver #basketball

♬ suono originale – Dinamo Sassari

La clip realizzata da B Teaches Animation ha lentamente guadagnato popolarità e ha iniziato a circolare online anche una versione doppiata in inglese. Non solo: è apparso in Rete un secondo filmato con lo stesso castoro come protagonista. In questo caso lo si vede bullizzare una rana, in una scena – sempre cartoonesca – tratta da una serie televisiva cinese, Conquer, praticamente sconosciuta al di fuori della Cina continentale. Quello che in precedenza era un animale ferito ora è diventato un personaggio sicuro di sé. Nei pochi secondi disponibili lo si vede indossare una giacca di pelle e ammonire il suo interlocutore: «Ti ho dato una chance ma non l’hai usata. Non incolparmi». Il castoro stringe tra le mani una pistola ed è pronto a far fuoco.

Clip virali e soft power: un altro caso dopo i Muyun Brothers

Il Chinese Beaver Meme sembra essere sorto in maniera casuale. A differenza dei Muyun Brothers, i tre fratelli cinesi in carne e ossa diventati star dei social occidentali, il castoro è un cartone animato e non è gestito – in base a quanto ricostruito – da alcuna azienda quanto da semplici utenti del web. Allo stesso tempo è però interessante soffermarsi sui messaggi veicolati dai filmati. Il discorso motivazionale del castoro nel primo video è un appello all’azione contro l’escalation della violenza venutasi a creare in un contesto volutamente non specificato. Il personaggio esprime frustrazione per aver perso il potere e comunica, con passione, la sua determinazione a rivendicare ciò che gli spetta di diritto.

La gag con la rana, invece, si basa su un fantomatico rapporto di fiducia non rispettato. Traslando tutto nel mondo reale, le scene possono ricalcare alcune dinamiche storiche e geopolitiche del presente. Nel primo caso il castoro potrebbe parlare a nome della Cina, pronta oggi a recuperare il “centro della scena” dopo aver superato il cosiddetto Secolo dell’umiliazione, termine usato per riferirsi al periodo di intervento e sottomissione della dinastia Qing e della Repubblica di Cina da parte delle potenze occidentali e dal Giappone dal 1839 al 1949. Nel secondo filmato, invece, si può teoricamente leggere un velato rimando al convulso rapporto tra Pechino e Washington, con il governo cinese – che ha più volte accusato quello statunitense di non aver rispettato patti e accordi – stanco di farsi prendere in giro da quello statunitense. In ogni caso, e al netto di ogni interpretazione, i meme made in China continuano a diffondersi in ogni continente. Portando, più o meno volontariamente, acqua preziosa al mulino del soft power cinese.