Choc, la Terra è in riserva

Redazione
23/08/2012

È allarme ambientale: il 22 agosto la Terra è già andata in riserva. Gli esperti hanno calcolato che, in soli...

Choc, la Terra è in riserva

È allarme ambientale: il 22 agosto la Terra è già andata in riserva.
Gli esperti hanno calcolato che, in soli 234 giorni, il nostro pianeta ha esaurito ufficialmente i beni naturali che è in grado di rigenerare in un anno e ha da offrire all’umanità.
Dunque, come ha evidenziato La Stampa, con grande anticipo rispetto agli anni precedenti è già scattata l’ora del «Global Overshoot Day».
Un concetto nato dalla New Economics Foundation di Londra, che ha calcolato il rapporto tra la biocapacità globale (la somma di risorse naturali che la Terra genera ogni anno) e l’impronta ecologica (la quantità di risorse e di servizi che serve al genere umano), moltiplicato per tutti i giorni dell’anno.
DEFICIT ECOLOGICO SINO ALLA FINE DEL 2012. Potremmo, quindi, dire che siamo in debito sino alla fine del 2012, anche dal punto di vista ecologico.
«Nel corso degli ultimi 50 anni il deficit ecologico sta crescendo in modo esponenziale», ha affermato Mathis Wackernagel, fondatore di Gfn, l’organizzazione non governativa Global Footprint Network.
Così non basta più solo un pianeta per soddisfare le nostre necessità: ora i bisogni del genere umano superano il 50% delle risorse disponibili.
OGGI SI AVREBBE BISOGNO DI UN PIANETA E MEZZO. E, secondo i calcoli, a oggi servirebbe un pianeta e mezzo e, su questa linea, entro il 2050 l’umanità avrebbe bisogno di due «Terre».
Ovviamente gli effetti del consumo eccessivo delle risorse terrestri è sotto gli occhi di tutti: da ciò dipendono la scarsità idrica, la desertificazione, la ridotta produttività dei campi coltivati, il collasso degli stock ittici e i cambiamenti climatici.
E gli esperti avvertono: il futuro, se non si corre ai ripari, si preannuncia ancora più oscuro.
OVERSHOOT DAY, ANDAMENTO PREOCCUPANTE NEGLI ANNI. Basta solo osservare il sovra consumo di risorse da parte dell’umanità negli ultimi anni, fenomeno in continua crescita.
Il «debito ecologico» è iniziato negli Anni Settanta dello scorso secolo, anche se si calcola come primo Overshoot Day il 19 dicembre 1987. Solo, nel 1990, appena tre anni dopo, il giorno X era già passato al 7 dicembre. E via dicendo, fino a giungere quest’anno al 22 agosto, con lo stesso preoccupante anticipo che si verificò nel 2010 quando il giorno d’allarme fu il 21 agosto.
«LIVELLO DI DOMANDA DI RISORSE NON SOSTENIBILE». «Questo giorno è inteso come una indicazione piuttosto che la data esatta», hanno precisano gli scienziati del Gfn «Ma mentre non possiamo determinare con esattezza il giorno in cui sorpassiamo la soglia sappiamo che ci stiamo spostando su un livello di domanda di risorse non sostenibile, e molto prima che l’anno sia finito».
Dal 2003 gli esperti hanno cominciato ad analizzare la quantità di risorse nel mondo e il modo in cui vengono amministrate, usando come unità di misura dell’impronta ecologica (gha) l’ettaro globale.
Gli scienziati hanno messo a confronto il consumo effettivo dei Paesi sotto indagine alla loro biocapacità.
Su 149 presi in esame, 60 sono responsabili del debito. Al top della classifica si piazza il Qatar che ha superato il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti con un consumo di 11,68 gha pro-capite.
L’allarme, secondo Wackernagel è alto e dobbiamo cercare di risanare il pianeta il prima possibile: «Ora che tentiamo di ricostruire le nostre economie sane e robuste, è il momento di proporre delle modalità che siano valide e adatte per il futuro».
Perciò bisogna intervenire subito e invertire la tendenza, per la salute della Terra e la nostra.