Per il cofondatore di Facebook la società va separata

In un editoriale sul New York Times Chris Hughes ha chiesto al governo americano di intervenire per smembrare il colosso di Menlo Park. Mark è un «bravo ragazzo» ma «il suo potere è senza precedenti».

09 Maggio 2019 14.32
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Un editoriale di fuoco che invita il governo di Washington a prendere il controllo di Facebook e a smembrarla. Non si tratta di un'invettiva di qualche deputato conservatore, ma al contrario di un messaggio accorato di Chris Hughes, storico socio e cofondatore del colosso di Menlo Park, pubblicato sul New York Times.

«MARK HA UN POTERE CHE SOLO IL GOVERNO PO' CONTENERE»

Mark Zuckerberg è un «bravo ragazzo» ma «il suo potere è senza precedenti, è anti americano», ha scritto Hughes, sottolineando come a suo avviso le autorità dovrebbero intervenire e «spezzare», Facebook. «Mark Zuckerberg non può» risolvere i problemi di Facebook, «il nostro governo può». «L'influenza di Mark è sconcertante», ha attaccato l'ex socio, «va al di là di chiunque altro nel settore privato o nel governo. Controlla tre piattaforme di comunicazione che miliardi di persone usano tutti i giorni. Il consiglio di amministrazione di Facebook funziona più come comitato consultivo che come organo di supervisione perchè Mark controlla il 60% dei voti», ha spiegato.

«SACRIFICATA SICUREZZA E CIVILTÀ DEI CLICK»

Le sue parole arrivano mentre Facebook è nel mirino delle autorità americane, che si apprestano a comminarle una multa record fino a 5 miliardi di dollari per le violazioni della privacy dopo i ripetuti scandali degli ultimi mesi. «Mark è una brava persona. Ma sono arrabbiato sul fatto che la sua attenzione sulla crescita lo abbia portato a sacrificare la sicurezza e la civiltà dei click. E sono preoccupato dal fatto che Mark si è circondato da una squadra che rafforza le sue idee invece di metterle in dubbio», accusa ancora Hughes.

«IL GOVENO AGISTA CONTRO IL MONOPOLIO»

Per l'informatico il governo americano deve ritenere «Mark responsabile. Per troppo tempo la politica è rimasta meravigliata dalla crescita di Facebook ed è passata sopra la sua responsabilità di assicurare che gli americani siano protetti», si legge ancora nel suo commento. «Siamo un paese che ha la tradizione di governare i monopoli, a prescindere dalle buone intenzione delle persone che guidano le aziende» dominanti: «Il potere di Mark è senza precedenti, è anti-americano», ha incalzato Hughes, precisando che l'«America è basata sull'idea che il potere non dovrebbe essere concentrato su una singola persona perché tutti siamo fallibili». Secondo Hughes «Adam Smith aveva ragione: la concorrenza stimola la crescita e l'innovazione», ma separare Facebook «non è abbastanza. Abbiamo bisogno di una nuova agenzia, che abbia il potere di regolamentare le società tecnologiche. Il suo primo mandato dovrebbe essere tutelare la privacy».

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