Francesca Buonfiglioli

Ciaone, l'origine lucana del termine

Ciaone, l’origine lucana del termine

18 Aprile 2016 14.47
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Di questo referendum senza quorum alla fine resta quel #ciaone – parola appena entrata nei neologismi nella Treccani – sbattuto in faccia a chi la consultazione aveva chiesto e pure, nonostante le postille del giorno dopo, a chi quella consultazione aveva deciso di non disertare.
UN OMAGGIO ALLA BASILICATA? Ma l’improvvido autore del tweet incriminato, il deputato e dirigente Pd Ernesto Carbone, a sua insaputa, con la boutade ha omaggiato l’unica regione italiana ad aver superato la prova del 50%: la Basilicata. Che, evidentemente, dopo l’esplosione del petrolgate non ci sta a passare per l’hub fossile del Paese.
‘Ciaone’ infatti non è solo un modo di dire ‘truzzo’ e per molti cacofonico di cui si abusa nelle conversazioni informali e sui social, ma ha una storia lunga che porta proprio là, in val D’Agri.
È necessario però andare per ordine.
DAI FILM AI SOCIAL.  Nell’accezione probabilmente utilizzata dal Carbone, ‘ciaone’ conquista una certa fama grazie a una battuta di Caterina Guzzanti nel film Confusi e felici di Massimiliano Bruno del 2014.
Una coppia è dal terapeuta e Guzzanti si lamenta della scarsa se noninesistente attività sessuale. E riferendosi al ‘walter’ del compagno sbotta: «So’ du anni che c’ha lasciato, c’ha fatto proprio ciaone, ciaone proprio».

Il termine, però, era già comparso qua e là nella Capitale.
‘Ciaone’ era un gusto di una nota gelateria romana. E, in bocca a Emma Marrone (non proprio una campionessa di bon ton) si trasformò persino in una gif animata, un meme social.
E se Carbone, diventato bersaglio dei ‘soliti rosiconi’, avesse invece depistato tutti citando una parola del dialetto di Trècchina, paese di nemmeno 2.400 anime in provincia di Potenza?
A TRECCHINA INVECE… Nel dialetto trecchinese, come ha notato Sebastiano Rizza, dialettologo siracusano, si riscontra infatti la voce «ciaone» col diminutivo «ciaonieddro».
Ma che significa o significava il termine?
Qui l’affare si complica visto che nemmeno il dizionario dialettale della Basilicata di Rainer Bigalke (2009) riesce a sciogliere l’enigma. Senza etimo, appare solo un caon con due significati: osso della zampa di bovino e bambino, ragazzo. Per cui si procede per ipotesi.
ORIGINI ROM. Diverse forme di ‘ciaone’ sono presenti nei dialetti rom diffusi nel Sud Italia, Calabria di Carbone compresa, sempre con il significato di figlio, ragazzo, bambino.
Purtroppo, però, anche in questo caso il dem non sarebbe totalmente scagionato.
Come fa notare Rizza, infatti, il termine si presta anche ad accezioni non proprio positive come «individuo di poco conto». Ma anche, se si prende in considerazione il siciliano gergale, «fesso», «scemo», «zotico», «spaccone», «individuo sconclusionato».
Le cose si mettono addirittura peggio per il femminile sciavazza che sta per «sgualdrina», «donnaccia».
TRADIZIONE CAMINANTE. Presso i caminanti dell’Isola invece sciauni si usa per indicare chi non appartiene alla comunità.
Che Carbone volesse mettere semplicemente una distanza tra i filo astensionisti e i votanti?
Comunque sia, il dem ha usato e sdoganato un termine dalle radici rom e lucane.
Un omaggio a sua insaputa al quorum?

Twitter: @franzic76

 

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