Le cose da sapere sulle tombe del cimitero Teutonico e il caso Orlandi

Redazione

Le cose da sapere sulle tombe del cimitero Teutonico e il caso Orlandi

Alle 8.15 sono iniziate le operazioni di apertura dei due sepolcri in Vaticano. Ancora incerti i tempi per avere un primo riscontro.

11 Luglio 2019 10.41
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Alle ore 8.15 dell’11 luglio, dopo una preghiera davanti ai due sepolcri guidata dal Rettore del Collegio Teutonico, sono iniziate regolarmente le operazioni al Campo Santo Teutonico nell’ambito delle incombenze istruttorie del caso di Emanuela Orlandi. L’esito ha dato però esito negativo: le tombe erano completamente vuote. Laura Sgrò, legale di Pietro Orlandi ha fatto sapere che all’interno non c’era nessun cadavere. Conferme anche dal Vaticano: «Le ricerche hanno dato esito negativo: non è stato trovato alcun reperto umano né urne funerarie», ha riferito il direttore della sala stampa vaticana Gisotti.

TOMBE RISTRUTTURATE A FINE 800 E NEGLI ANNI 60 E 70

«L’accurata ispezione sulla tomba della Principessa Sophie von Hohenlohe ha riportato alla luce un ampio vano sotterraneo di circa 4 metri per 3,70, completamente vuoto», ha riferito Gisotti. «Successivamente si sono svolte le operazioni di apertura della seconda tomba-sarcofago, quella della Principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo. Al suo interno non sono stati rinvenuti resti umani. I familiari delle due Principesse sono stati informati dell’esito delle ricerche». Agli accertamenti hanno collaborato il personale della Fabbrica di San Pietro, il professor Giovanni Arcudi, coadiuvato dal suo staff, alla presenza di un perito di fiducia nominato dal legale della famiglia di Emanuela Orlandi. Erano presenti l’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, e il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi. Hanno seguito tutte le fasi dell’operazione il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, e il suo Aggiunto Alessandro Diddi, insieme il Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani. «Per un ulteriore approfondimento, sono in corso verifiche documentali riguardanti gli interventi strutturali avvenuti nell’area del Campo Santo Teutonico, in una prima fase alla fine dell’Ottocento, e in una seconda più recente fase tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso», ha riferito ancora il portavoce vaticano.

PIETRO ORLANDI: «CONTINUERÒ A CERCARE LA VERITÀ»

«Credo che si dovrà andare avanti e spero in una collaborazione onesta. Finché non troverò Emanuela è mio dovere cercare la verità», ha detto Pietro Orlandi, fratello di Emanuela. La ristrutturazione del vano trovato vuoto sotto la tomba nel Cimitero Teutonico «non era di duecento anni fa», ha detto ancora Pietro, all’uscita del cimitero spiegando che le pareti erano in cemento e non in calce. «Non c’era nulla, nulla, neanche le principesse», ha riferito spiegando che le segnalazioni che avevano avuto, in merito alla possibile sepoltura di Emanuela nella Tomba dell’Angelo «non erano anonime». L’avvocato Laura Sgrò ha aggiunto: «Tutto ci spettavamo meno che di trovare le tombe vuote». Per Pietro e l’avvocato della famiglia Sgrò in ogni caso bisogna andare avanti nelle ricerche.

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