La censura di Pechino sull’origine cinese del Covid che irrita l’Ue

Redazione
07/05/2020

Nella lettera aperta scritta dall'ambasciatore europeo in Cina sul China Daily scompare il passaggio sull'inizio della pandemia. Il ministero degli Esteri del Dragone non ha dato il via libera. Uno sgarbo diventato un caso diplomatico.

La censura di Pechino sull’origine cinese del Covid che irrita l’Ue

Si apre un nuovo fronte per la Cina, questa volta con l’Unione europea. Non si tratta certo di accuse pensanti come quelle partite dagli Usa, ma al centro dei malumori c’è ancora l’origine del coronavirus.

Secondo il Financial Times «l’Ue ha accusato la Cina di censurare un articolo co-firmato dal suo ambasciatore a Pechino e pubblicato sul China Daily», voce del Partito comunista cinese, «rimuovendo un riferimento allo scoppio del coronavirus in Cina».

«È deplorevole vedere che la frase sulla diffusione del virus è stata modificata», ha detto Nicolas Chapuis, ambasciatore europeo a Pechino, al Ft. «La censura», sottolinea sempre il Ft, «è l’ultimo esempio degli sforzi di Pechino per far fronte a chi l’accusa di avere gestito male i primi giorni della pandemia, che si ritiene abbia avuto inizio nella città cinese di Wuhan alla fine del 2019».

IL NIET DEL MINISTERO DEGLI ESTERI CINESE

Un tema caldo che tocca anche gli Stati Uniti, con il presidente Donald Trump che da settimane punta il dito contro Pechino e la sua narrativa sul coronavirus. Della vicenda si è occupato anche Politico.eu che rivela altri dettagli, citando «un portavoce del servizio di azione esterna della Ue che si è rammaricato che la lettera originale non sia stata pubblicata integralmente dal China Daily» e ha «osservato che non poteva essere pubblicata senza il via libera del ministero degli Esteri cinese». Politico.eu riferisce inoltre che «in segno di malcontento tra i membri dell’Ue, le ambasciate a Pechino di Paesi come Germania, Francia e Italia hanno pubblicato la lettera completa con riferimento alla malattia originata in Cina e che poi si è diffusa da lì nel mondo».

LA LETTERA PER IL 45ESIMO ANNIVERSARIO DELLE RELAZIONI DIPLOMATICHE

L’Ansa ha pubblicato alcuni passaggi della lettera aperta scritta per il 45esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Ue e Cina evidenziando le parti modificate. «Quest’anno celebriamo il 45esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra l’Ue e la Cina, istituite il 6 maggio 1975. È una pietra miliare importante in una relazione sempre più importante tra la nostra Unione di 27 Stati europei e la Cina», si apre la missiva. «Abbiamo fatto molta strada dal 1975. A quel tempo, l’Ue era composta da soli nove Stati membri. La Cina stava solo iniziando ad aprirsi al mondo e non aveva ancora subito la sua formidabile trasformazione economica. Il commercio tra le nostre due parti era minimo. Ora, in tempi normali, l’Ue e la Cina intrattengono scambi commerciali per 1,8 miliardi di euro al giorno. Collaboriamo in più settori che mai, compresi quello politico, economico, finanziario, scientifico, educativo e culturale. Entrambi abbiamo evidenti interessi condivisi nella risoluzione pacifica dei conflitti globali, mitigazione dei cambiamenti climatici, sviluppo sostenibile, sicurezza alimentare ed energetica, non proliferazione nucleare e giustizia sociale. E condividiamo l’aspirazione comune a portare la nostra relazione a un livello ancora più produttivo negli anni a venire, con l’aumentare della connettività tra Europa e Asia. Mentre abbiamo le nostre differenze, in particolare per quanto riguarda i diritti umani, la nostra partnership è diventata abbastanza matura da consentire discussioni franche su questi temi. Entrambi vediamo i meriti nel sostenere e difendere il multilateralismo, con le Nazioni Unite e il Wto al centro. Fino a metà gennaio, l’anno 2020 era stato salutato come cruciale per le relazioni Ue-Cina, con numerosi incontri di alto livello volti ad approfondire la cooperazione».

IL PASSAGGIO CENSURATO

Fin qui nessun problema. Poi il passaggio oggetto della censura da parte di Pechino. La lettera nella sua versione originale proseguiva infatti: «Ma l’esplosione del coronavirus in Cina, e la sua successiva diffusione nel resto del mondo negli ultimi tre mesi, ha portato temporaneamente a mettere da parte i nostri piani preesistenti perché sia l’Ue sia la Cina sono completamente mobilitate per affrontare quella che ora è diventata una sfida di proporzioni veramente globali». Il passaggio è stato così “epurato”: «Ma l’epidemia del coronavirus ha portato temporaneamente a mettere da parte i nostri piani preesistenti perché sia l’Ue che la Cina sono completamente mobilitate per affrontare quella che ora è diventata una sfida di proporzioni veramente globali». Insomma lo sforzo del Dragone, dopo gli aiuti ai Paesi colpiti e la propaganda, si conferma quello di operare una sorta di rimozione sull’origine geografica del Covid-19.