Cina e Corea del nord: ripresa del dialogo

Redazione
14/12/2010

Cina e Corea del Nord hanno dichiarato di aver trovato un’intesa, almeno informale, per riprendere i colloqui che porteranno verso...

Cina e Corea del nord: ripresa del dialogo

Cina e Corea del Nord hanno dichiarato di aver trovato un’intesa, almeno informale, per riprendere i colloqui che porteranno verso il processo di denuclearizzazione.
A dichiararlo, il 14 dicembre, Jiang Yu, portavoce del ministro degli esteri, durante una conferenza stampa. Jiang Yu ha parlato della visita che Dai Bingguo, inviato speciale cinese per la Corea del Nord, ha effettuato all’inizio del mese a Pyongyang, incontrando, tra gli altri, il leader Kim Jong-il.
La portavoce ha spiegato che entrambi i paesi sono convenuti sulla necessità di calmare la situazione e mantenere «un atteggiamento responsabile per evitare che le tensioni aumentino, giocando un ruolo positivo per la stabilità dell’area». Jiang Yu ha aggiunto che Cina e Corea del Nord vogliono che i colloqui fra i sei paesi del gruppo del Nucleare nord coreano vadano avanti per «raggiungere l’obiettivo della denuclearizzazione della penisola coreana».
Tuttavia, gli Stati Uniti e la Corea del Sud sospettano che la Corea del Nord stia operando clandestinamente altri impianti per l’arricchimento dell’uranio, oltre a quello di Yongbyon mostrato il mese scorso a un esperto statunitense.
Lo ha riferito il 14 dicembre il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, che cita un funzionario dei servizi di intelligence sudcoreani, secondo cui vi sarebbero almeno altri tre o quattro impianti in attività. Il sito di Yongbyon, mostrato all’esperto nucleare americano Siegfried Hecker, non è incluso nella lista dei tre o quattro impianti sospettati da Washington e Seul» spiega la fonte anonima, «è nostro convincimento che la Corea del Nord stia conducendo da tempo esperimenti per l’arricchimento dell’uranio in località diverse».
Secondo le indiscrezioni del quotidiano di Seul, la Corea del Sud e gli Stati Uniti starebbero tenendo sotto stretta osservazione un istituto di ricerca nel centro di Pyongyang, una base missilistica nei pressi della città settentrionale di Yongjori e il complesso sotterraneo di Kumchangri, 160 chilometri a nord della capitale, tutti siti che sarebbero sospettati di ospitare strutture legate all’arricchimento dell’uranio.
Il mese scorso, dopo aver visitato la Corea del Nord, Hecker aveva riferito di aver visto con i propri occhi una nuova centrale per l’arricchimento dell’uranio, con «centinaia e centinaia» di centrifughe già operanti, e di essere rimasto “stupefatto” per la tecnologia sofisticata dell’installazione nell’area del sito nucleare di Yongbyon.