L'economia della Cina tra frenata e mercati azionari

L’economia della Cina tra frenata e mercati azionari

13 Marzo 2019 15.11
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All'inizio del 2018 l'economia mondiale era in piena espansione. Gli economisti festeggiavano goldilocks, riccioli d’oro, il contesto economico migliore possibile. L'anno però è andato molto diversamente, i dati non hanno fatto altro che peggiorare. Poi per fortuna è arrivato il 2019, le tensioni tra Cina e America si sono allentate dopo l'ultimo giro di negoziati commerciali e gli indici azionari son tornati a salire. Tra sali e scendi, però, le prospettive economiche globali stanno peggiorando. Il settore manifatturiero cinese è al minimo da tre anni, e la produzione globale sta rallentando ovunque. Una situazione che probabilmente sarebbe piaciuta molto a Lao Tzu, il custode dei registri di corte della dinastia cinese Zhou nel VI secolo a.C. e considerato il padre del taoismo, una pratica spirituale molto diffusa nella Cina moderna. La leggenda, infatti, dice che Buddha, Lao Tzu e Confucio si trovarono a dover bere aceto. Confucio lo trovò aspro, così come considerava il mondo pieno di persone degenerate, Buddha lo trovò amaro, così come considerava il mondo pieno di sofferenza. Ma Lao Tzu era in pace col mondo, considerava che nell'apparente discordia ci fosse armonia, e che fosse comunque un posto piacevole, come piacevole riuscì a trovare l’aceto.

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LE RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA COMMERCIALE DI TRUMP

È passato solo un anno da goldilocks, le cose sembravano andare così bene, l'economia globale era in piena espansione, come si è potuto guastare tutto così rapidamente? Lao Tzu partirebbe dalla discordia. La prima risposta infatti sta nelle preoccupazioni per la guerra commerciale di Trump: tutto è iniziato con i dazi sulle lavatrici e sui pannelli solari, poi sono arrivati quelli sull'acciaio e via via altre categorie di merci durante l'anno. Così come quando c’è ottimismo proliferano gli investimenti, si costruiscono nuove fabbriche e impianti, ugualmente è stato il calo di ottimismo, il cambio d’umore degli operatori economici, a provocare un rallentamento. Non è detto che questo rallentamento debba necessariamente portare a una recessione globale. Certamente, ad aumentare la preoccupazione (e la discordia) c’è un elemento importante: gli interventi che i governi e le banche centrali potrebbero mettere in atto per cercare di contrastare una recessione non potranno essere robusti come in passato: i tassi di interesse sono molto bassi (in Europa sono addirittura ancora negativi) quindi c’è pochissimo (o nessuno) spazio per tagliarli.

LA CINA CERCA DI AFFRANCARSI DA UNA CRESCITA DIPENDENTE DAL DEBITO

Il malessere economico cinese si sta diffondendo attraverso le catene di approvvigionamento internazionali, proprio mentre la Cina cerca di affrancarsi da una crescita fortemente dipendente dal debito. Per l'ultimo decennio l’economia del gigante asiatico ha beneficiato di una dose di credito senza precedenti. Il governo cinese vorrebbe da un parte mordere il freno, ma dall’altra il Partito comunista cinese non può permettersi una crisi economica. Mentre l'economia degli Stati Uniti è fortemente dipendente dai consumatori, l'economia cinese infatti dipende in maniera massiccia dagli investimenti. Il Congresso del Pcc ha indicato come obiettivo di crescita per il 2019 un 6% dal 6,8% realizzato l’anno scorso. Il target si è dunque leggermente abbassato, giungendo al valore più basso da tre decenni. Sarebbe bello vedere i consumatori cinesi diventare protagonisti dei piani del Pcc, ma per ora ci dovremo accontentare di vedere altri nuovi prestiti alle grandi imprese a proprietà (almeno parzialmente) pubblica, più qualcosa per il mercato immobiliare, già ora afflitto da segnali di bolla speculativa.

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E quindi che ne è dell’armonia di Lao Tzu? Dov’è il Tao 道 (la “via”)? Per seguire il Tao, che è il percorso verso la virtù, la felicità e l'armonia, dobbiamo andare oltre la semplice lettura dei dati, oltre il primo pensiero. Dobbiamo apprendere «l'azione che scorre», lasciare che le nostre menti siano aperte e accoglienti («L'utilità di un vaso deriva dal suo essere vuoto. Svuota te stesso da tutto, lascia che la tua mente diventi silenziosa»). Facendo questo esercizio, potremmo accorgerci che stanno avvenendo anche altri cambiamenti: le azioni cinesi di classe A passeranno da un peso del 5% a un peso del 20% negli indici azionari Msci, tra maggio e novembre di quest’anno. Poiché la maggior parte degli operatori del mercato compone i portafogli partendo dalla composizione degli indici (senza contare la mole crescente di strumenti che passivamente replicano gli indici), stiamo parlando di decine di miliardi di investimenti che “dovranno” indirizzarsi sulle azioni cinesi nei prossimi mesi. Un tocco di armonia per un’economia dipendente dagli investimenti; 2500 anni dopo, le idee di Lao Tzu su discordia e armonia, continuano ad apparire attuali. «Alla mente che è immobile, l'intero universo si arrende». Nei tempi frenetici che viviamo, talvolta basta trascorrere un po’ più di tempo nella quiete. E lasciare che tutte le informazioni disponibili trovino spazio nel nostro “vaso” aperto ed accogliente.

*Dietro questo nom de plume si nasconde un manager finanziario.

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