Cina, il benessere vive a Lhasa

Simone Pieranni
22/08/2012

La città tibetana è al primo posto in un sondaggio sulla percezione della felicità dei cittadini del Dragone.

Cina, il benessere vive a Lhasa

La regione cinese del Guangdong ha annunciato di avere cominciato
a valutare l’indice di felicità della propria popolazione.
Sembrava una novità e un esperimento unico nel panorama
cinese.
LHASA, LA CITTÀ PIU FELICE. Ora il China
Daily
ha pubblicato un sondaggio secondo il quale la città
più felice della Cina sarebbe Lhasa, in Tibet. “La città
della luce” è risultata prima in un sondaggio annuale sulla
percezione della felicità dei residenti nelle città cinesi.
La capitale della regione autonoma del Tibet si è collocata in
testa alla classifica del sondaggio condotto dalla China
central television
per cinque anni consecutivi.
Nella classifica di quest’anno, come ha riportato il
quotidiano cinese, Lhasa è stata seguita da Taiyuan, capitale
della provincia dello Shanxi, Hefei, capitale della provincia
dello Anhui, la municipalità di Tianjin, Changsha, capitale
della provincia dello Hunan, e Hohhot, capitale della regione
autonoma della Mongolia interna.
INDAGINE SU 100 MILA FAMIGLIE. L’indagine
avrebbe coinvolto circa 100 mila famiglie residenti in 104
città. I risultati hanno mostrato che il livello di reddito è
il valore che influenza maggiormente la percezione di benessere
della gente (55,5%), seguito dalla salute (48,9%) e dalla
qualità del matrimonio o della vita sentimentale (32%).
Tra le persone con un reddito annuo di 100 mila yuan (15.700
dollari ) o più, il 6% degli intervistati ha dichiarato di non
avere abbastanza tempo libero, rispetto al 12% di coloro che
guadagnano 20 mila yuan o meno in un anno.
Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, «le attività
ricreative preferite dalla gente nel tempo libero sono la
navigazione sul web e guardare la tivù. Solo una piccola
percentuale degli intervistati ha riferito di usare il tempo
libero per l’istruzione, la formazione, andare in palestra o
la vita sociale».

Fuori dalla classifica le città vicino allo Yangtze o del Fiume
delle Perle

Zou Jun, direttore dell’Istituto di uurbanistica e design di
Nanchino, ha dichiarato al China Daily che questo tipo
di indagini sono utili perché aiuterebbero gli amministratori
delle città a «creare nuovi percorsi di sviluppo capaci di dare
maggiore attenzione al benessere dei residenti».
RICHIAMO PER GLI URBANISTI. Le classifiche
costituirebbero un richiamo per gli urbanisti che non dovrebbero
affrontare solo problemi a breve termine, come la creazione di
nuovi posti di lavoro, ma anche quelli a lungo termine come la
fornitura di un livello di vita dignitoso e dei servizi pubblici
per le famiglie a basso reddito e per gli immigrati.
Zou ha affermato che i funzionari «amano costruire edifici punti
di riferimento o strutture di intrattenimento nei centri urbani
come attrazioni principali, ma una città non esiste solo per i
turisti. Esiste, soprattutto, per coloro che vivono
lì».
Nessuna città delle regioni del delta del fiume Yangtze o del
delta del Fiume delle Perle sono apparse all’interno della
nuova classifica.
Secondo gli esperti, questo dipende dal fatto che redditi più
alti non significa automaticamente maggior tempo libero per
coltivare gli interessi personali, artistici o culturali.
AMBIENTE FAVOREVOLE. Wang Wenjie, 27 anni, che
ha lavorato come specialista di risorse umane in un’azienda
farmaceutica a Shanghai per due anni, al quotidiano cinese ha
dichiarato: «Ho una cerchia di amici intimi e sono circondato da
persone intelligenti con interessi simili. Tale ambiente mi
spinge a crescere e imparare».
La vittoria di Lhasa come città più felice del Paese, inoltre,
va incontro a un’esigenza cinese: dimostrare come la propria
politica di sviluppo economico in una regione delicata come
quella del Tibet stia funzionando, nonostante le proteste e le
autoimmolazioni che continuano a scuotere gli equilibri politici
della regione.