Cina, natalità ai minimi storici: diminuita anche la popolazione

Fabrizio Grasso
17/01/2024

Il tasso è di 6,39 per mille abitanti, il più basso dal 1949. Gli abitanti totali sono 1,4 miliardi, 2 milioni in meno del 2022 per i troppi decessi. Per gli esperti è colpa della pandemia e della crisi economica. Intanto preoccupa la disoccupazione giovanile.

Cina, natalità ai minimi storici: diminuita anche la popolazione

Non si ferma il calo demografico della Cina. Nel 2023 la popolazione del gigante orientale è scesa di circa 2 milioni di unità rispetto a 12 mesi prima, assestandosi a 1,409 miliardi. Dodici mesi prima era calata di “sole” 850 mila persone.  Secondo i dati rilasciati dall’Ufficio nazionale statistico di Pechino, il Paese è vittima di un calo del tasso di natalità costante, iniziato negli Anni 80 con l’imposizione del figlio unico per controllare la popolazione. Si è aperta così una falla che nemmeno la revoca di tale legge nel 2015 è riuscita ad arginare. Nel 2023 sono nati infatti 6,39 bambini per mille abitanti (1,05 per donna), in linea con Giappone e Corea del Sud ma in calo rispetto ai 6,77 dei 12 mesi precedenti. Crescono invece i decessi, pari a 11,1 milioni e aumentati del 6,6 per cento.

Preoccupante calo demografico in Cina: 2 milioni di abitanti in meno in 12 mesi. Tasso di natalità ai minimi storici, in aumento i decessi.
Una famiglia a Shanghai (Getty Images).

In Cina il calo della natalità è dovuto all’alto costo della vita e alla pandemia

«Io e mio marito vogliamo un figlio, ma ora non possiamo permettercelo», ha raccontato alla Bbc Wang Chengyi, ragazza 31enne di Pechino. «Vorrei rimanere incinta finché sono giovane, siccome è meglio per la mia salute. Tuttavia, per il momento non abbiamo abbastanza soldi e dobbiamo rimandare». Nel 2023 le nuove nascite sono state solamente infatti 9,02 milioni, con una diminuzione del 5,7 per cento. Gli esperti hanno attribuito il calo della natalità soprattutto all’elevato costo della vita, alla diffusa crisi immobiliare e al calo della spesa al consumo all’indomani della pandemia da Covid-19 e dei troppi lockdown. Da non sottovalutare anche il fatto che, dopo tre anni in preda al coronavirus, molte donne abbiano preferito dare più spazio alla carriera lavorativa che alla costruzione di una famiglia, ritardando così il matrimonio e la gravidanza.

Preoccupante calo demografico in Cina: 2 milioni di abitanti in meno in 12 mesi. Tasso di natalità ai minimi storici, in aumento i decessi.
Una coppia insieme alla propria figlia in Cina (Getty Images).

«Come abbiamo osservato anche in altri Paesi con tassi di natalità così bassi, invertire la tendenza non è mai facile», ha spiegato a Reuters Zhou Yun, demografo dell’università del Michigan, negli States. I governi locali hanno annunciato varie misure per incoraggiare le donne ad avere figli, tra cui detrazioni fiscali, un congedo per maternità più lungo e vari sussidi per l’alloggio. Molte iniziative non sono tuttavia mai state attuate per colpa di finanziamenti insufficienti. Se il calo demografico ha già destato preoccupazione in tutta la Cina, le previsioni per il prossimo futuro non sono incoraggianti. Secondo le Nazioni Unite, la popolazione diminuirà di 109 milioni entro il 2050, tre volte in più di quanto stimato nel 2019. Gli Over 60 sono già quasi 300 milioni, circa il 21 per cento del totale, tanto da mettere a rischio la tenuta del sistema pensionistico. Entro il 2035 potrebbero diventare 400 milioni.

Tornano i dati sulla disoccupazione giovanile dopo cinque mesi di assenza

Con una mossa a sorpresa, come ha sottolineato anche la Cnn, l’Ufficio nazionale di statistica ha diramato nuovamente i dati sulla disoccupazione giovanile. È la prima volta da cinque mesi, dopo che ad agosto si preferì bloccarne la pubblicazione a seguito del record negativo del 21 per cento. Gli ultimi dati, relativi alla fascia tra i 16 e 24 anni, si assestano invece attorno al 14,9 per cento se si escludono i 62 milioni di studenti che non devono concentrarsi ancora sulla ricerca di un impiego. Il tasso scende al 6 per cento invece se si considera la popolazione fra 25 e 29 anni.