Cosa c’è nella bozza del memorandum sulla Nuova via della seta

14 Marzo 2019 13.57
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La Nuova via della Seta divide il governo, attira critiche dall'esterno e fa discutere del posizionamento internazionale dell'Italia, tanto da costringere il Quirinale a difendere la scelta di firmare il memorandum con Pechino, definendolo più stringente rispetto alle regole europee e ad altri patti firmati da alleati Ue. E tuttavia, in attesa del 21 marzo, cioè della visita del presidente Xi Jinping In Italia, ancora non è stata data una versione ufficiale del documento.

COSA CONTIENE IL MEMORANDUM ITALIA-CINA

Il magazine Politico.eu ne ha ottenuto solo una bozza che però sembra confermare una cooperazione a largo raggio, che comprende anche le reti di telecomunicazioni. Politico sostiene anche di aver visto altri document secondo i quali «i governi italiano e cinese stanno anche negoziando 31 ulteriori MoU, di cui 16 firmati dal governo cinese e 15 che coinvolgono le imprese. Ogni MoU specifica i dettagli del framework in ogni area di cooperazione». Questi memorandum aggiuntivi comprenderebbero «dettagli sugli investimenti cinesi nel porto di Trieste e Genova; cooperazione tra banche centrali, compreso il sostegno all'internazionalizzazione del renminbi; cooperazione nel settore aerospaziale; e investimenti tecnologici. I documenti indicavano che la rete di telecomunicazioni 5G in Italia sarebbe stata parte della cooperazione», condizione che come ricorda il magazine online basato a Bruxelles è stata successivamente smentita dal Quirinale.

LA LEGA PREDICA PRIDENZA SULLA FIRMA

Politico.eu ha spiegato anche che tre funzionari hanno dichiarato che i documenti aggiuntivi sono ancora in discussione ed è forse proprio riferendosi a queste singole intese che il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato che il memorandum «può essere cambiato». Uno dei tre funzionari ha anche riferito che parte di quegli accordi potrebbe essere addirittura cancellata. Nella serata del 14 marzo i capigruppo della Lega Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari hanno ribadito che «È importante aiutare le nostre imprese a crescere ed esportare, ma quando ci sono in ballo la sicurezza e la sovranità nazionale, occorre molta prudenza. Amici di tutti, colonia di nessuno».

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Il documento principale si rifà a principi delle Nazioni Unite e al quadro europeo e allo stesso tempo disegna un quadro di cooperazione molto ampio e in tutti i settori strategici. Al punto numero uno viene spiegato che il dialogo sulle politiche e sugli standard normativi e tecnici sarà fatto insieme alla Banca di investimento asiatica per le infrastrutture.

L'ELENCO DEI SETTORI DI COOPERAZIONE

Poi vengono i settori di cooperazione: primo fra tutti «trasporti logistica e infrastrutture». E tuttavia dentro alle infrastrutture sono comprese anche le reti energetiche e di telecomunicazioni e nuove procedure reciproche per gli appalti. Le parti, si legge infatti nel documento ottenuto da Politico.eu, «collaboreranno allo sviluppo della connettività delle infrastrutture,investimenti, logistica e inter-operatività, nelle aree di interesse reciproco (come strade, ferrovie, ponti, aviazione civile, porti, energia – tra cui fonti rinnovabili e gas naturale – e telecomunicazioni). Le controparti esprimono il loro interesse nello sviluppo di sinergie tra la Via della Seta, il sistema italiano di trasporti e infrastrutture, come – tra gli altri – strade,ferrovie, ponti, aviazione civile e porti e la Rete trans-europea dei trasporti dell’Unione Europea (TEN-T). Le controparti accoglieranno favorevolmente ogni dibattito nel quadro della Piattaforma di connettività tra l'Unione Europea e la Cina, per migliorare l’efficienza della connettività tra Europa e Cina. Le controparti si impegnano a collaborare nel facilitare il disbrigo delle operazioni doganali, rafforzando la cooperazione nelle soluzioni di trasporto sostenibile, sicuro e digitale, come pure per quel che riguarda investimenti e finanziamenti. Le controparti ribadiscono l’importanza di stabilire procedure di appalto aperte, trasparenti e non discriminatorie. Inoltre Cina e Italia si impegnano a rimuovere gli ostacoli al commercio e agli investimenti, prendendo una posizione congiunta contro il protezionismo e promuovendo «parità di condizioni e rispetto dei diritti di proprietà intellettuale», un punto ovviamente dolente per i Paesi europei che si trovano a trattare con Pechino. Verrà promossa la collaborazione tra istituzioni finanziarie e la cooperazione culturale attraverso università, think tank, mezzi di comunicazione. Uno degli obiettivi sarà una politica sostenibile a livello ambientale.

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