La propaganda social della Cina contro Hong Kong

Finti account creati da Pechino minavano la legittimità delle proteste. Associando i manifestanti addirittura all'Isis. Ma Facebook e Twitter hanno bloccato i profili. La storia.

20 Agosto 2019 11.39
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La repressione cinese contro Hong Kong non si palesa solo nelle piazze. Ma anche tramite social network. Solo che Twitter e Facebook se ne sono accorti, bloccando la propaganda del Dragone. Per ora.

I PROFILI VOLEVANO «SEMINARE DISCORDIA»

La Cina aveva infatti creato falsi account che avevano nel mirino i cortei pacifici con l’obiettivo di «seminare discordia»: i profili mostravano come i manifestanti agissero in modo violento o fossero spinti da altre motivazioni nello scendere in strada. I due social però hanno sospeso gli account.

I MANIFESTANTI ASSOCIATI PERSINO ALL’ISIS

Un post su Facebook per esempio legava chi protesta ai combattenti dell’Isis. La piattaforma di Mark Zuckerberg ha rimosso «sette pagine, tre gruppi e cinque account» di disinformazione, mentre Twitter ha bloccato 936 account.

PROTESTE DEFINITE «VIOLENTE E SPINTE DALL’OCCIDENTE»

La società che cinguetta si è spinta anche oltre, bloccando la promozione e sponsorizzazione di tweet da parte di media appoggiati da uno Stato. Una decisione arrivata dopo che il China Daily e altre pubblicazioni statali hanno pubblicizzato su Twitter spot secondo i quali le proteste a Hong Kong erano spinte dagli interessi dell’Occidente e stavano diventando violente.

Non vogliamo che il nostro servizio sia usato per manipolare la gente

Facebook

Nell’annunciare la sospensione degli account, Facebook ha spiegato di aver agito su indicazione di Twitter, la prima a rilevare l’attività sospetta. «Siamo costantemente al lavoro per individuare e fermare questo tipo di operazioni perché non vogliamo che il nostro servizio sia usato per manipolare la gente», ha detto Facebook, mettendo in evidenza come «anche se le persone dietro questo piano hanno cercato di nascondere la loro identità, le nostre indagini hanno rivenuto legami con individui associati al governo cinese».

FACEBOOK E TWITTER SONO VIETATI IN CINA

Twitter ha sottolineato che tutti gli account bloccati puntavano «deliberatamente e specificatamente» a seminare discordia a Hong Kong e mettere a rischio la «legittimità e le posizioni politiche del movimento di protesta». Facebook e Twitter sono vietati in Cina e sono accessibili solo a chi usa la Vpn (Virtual Private Network), una rete di telecomunicazioni privata.

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