Cinquanta sfumature di noia

Redazione
12/02/2015

Confesso che all’epoca ho letto tutti e tre i libri di cinquanta sfumature (nero, grigio, rosso). Li ho letti perché...

Cinquanta sfumature di noia

Confesso che all’epoca ho letto tutti e tre i libri di
cinquanta sfumature (nero, grigio, rosso). Li ho
letti perché volevo capire cosa c’era di tanto bello, tanto
sconvolgente da decretarne il successo. E l’ho capito.
Cinquanta sfumature è un harmony in piena
regola
, uno di quei romanzetti romantici che da sempre
popolano gli scaffali dell’editoria rosa. 
Lui, tanto per cambiare, è un ricchissimo, bellissimo e
affascinante stronzo megalomane con problemi relazionali che
vengono da un’infanzia difficile. Lei è una ragazzina
ingenua e idealista senza alcuna esperienza (una via di mezzo tra
Elizabeth Bennet e la sorella Mary) che vuole assolutamente stare
con il tizio di cui sopra per cui si è presa una sbandata
pazzesca, cosa assolutamente comprensibile visto che è così
figo e lei non è mai stata innamorata.

Così, investe anima e corpo in una relazione con un tizio
bislacco che dice di non essere capace di impegnarsi in una
relazione (ma dai, che originale) perché ha dentro di sé
cinquanta sfumature di grigio (questa almeno non l’avevamo
mai sentita). Ovviamente lei lo conquista, con il suo amore lo
cambia e vince, riuscendo a passare dal primo incontro al
matrimonio in soli tre mesi. Il tutto è condito con un
po’ di sesso sadomaso, perché
obiettivamente nel 2015 la favoletta del principe azzurro (che
andava a cavallo e quindi il frustino ce l’aveva pure lui)
nessuna ci può più credere. Non dopo che Sex and the
city
ha decretato  “Benvenuti nell’era
dell’anti-innocenza, nessuno fa colazione da Tiffany e
nessuno ha storie da ricordare. Facciamo colazione alle 7 e
abbiamo storie che cerchiamo di dimenticare il più in fretta
possibile. L’autoconservazione e concludere affari hanno
priorità assoluta”. 

Insomma, il sesso. Un po’ di sculacciate, qualche manetta e
roba simile. Praticamente non c’è pressoché nulla
di diverso da quello che si vede abitualmente in un
telefilm
. Se non la quantità, visto che lo fanno così
spesso che ci si chiede come trovino anche il tempo per fare
altro.Ad allietare la lettura c’è poi una scrittura
assolutamente imperdibile a metà tra il romanzo erotico vecchio
stampo e l’uso personale della punteggiatura (“Io. Ti.
Amo. Da. Morire.” qualcuno può spiegarmi che diamine
dovrebbe essere? Se tutti questi punti corrispondono a delle
pause lei rischiava di addormentarsi prima della fine. Cosa che
non succede solo perché fino al terzo libro ogni volta che
guarda il marito sbava come una collegiale pudica).

Insomma, di storie romantiche ne hanno fatte di migliori, di
porno pure. E di libri scritti meglio non ne parliamo proprio. Da
quello che leggo, anche il film non è niente di che. Ma almeno
l’attore è figo.