Perché la legge sullo sport può costarci Tokyo e Milano-Cortina

Secondo il Cio col nuovo provvedimento verrebbe meno l'autonomia del Coni causa ingerenza politiche. A rischio la partecipazione alle Olimpiadi 2020 e i Giochi invernali che ospiteremo nel 2026.

06 Agosto 2019 19.49
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E adesso cosa rischia l’Italia con la controversa nuova legge sullo sport approvata in via definitiva in Senato con 154 sì, 54 no e 52 astenuti? La partecipazione ai Giochi di Tokyo 2020, per incominciare. Ma persino la tanto agognata – e festeggiata – assegnazione a Milano-Cortina delle Olimpiadi invernali 2026 potrebbe essere in pericolo.

POTREMMO FARE LA FINE DEL KUWAIT NEL 2015

Tutta colpa della “guerra” scatenata dal provvedimento spinto dalla Lega: in campo è sceso anche il Comitato olimpico internazionale (Cio) con la minaccia della sospensione (anche a tempo) dell’Italia dalla famiglia olimpica. In sostanza, se viene meno l’autonomia causa ingerenze politiche allora il nostro Paese potrebbe fare la fine del Kuwait, punito nel 2015 per gli stessi motivi: di fatto il governo kuwaitiano non aveva garantito l’indipendenza richiesta dal Cio per il comitato locale.

LA LEGGE APPROVATA: COSA DICE

Ma cosa dice la legge? Attribuisce innanzitutto al governo la delega a intervenire su materie di sport, anche con il riordino del Coni, il Comitato olimpico nazionale italiano, e della disciplina di settore. Fra gli scopi delle misure approvate quello di «organizzare e sviluppare la pratica dell’attività sportiva» nelle scuole, di riordinare le norme di sicurezza per la costruzione e l’uso degli impianti sportivi e di riformare «le disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici».

RISCHIO PER TOKYO 2020: NÉ BANDIERA NÉ INNO

Se sul testo non dovessero essere apportate le modifiche richieste dal Comitato presieduto da Thomas Bach, tra le sanzioni che potrebbero arrivare c’è anche dunque «la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico». Il Coni in questo caso. L’immediata conseguenza sarebbe quindi l’esclusione da Tokyo 2020, in cui, con lo stop del Cio, la partecipazione della delegazione azzurra avverrebbe sotto la dicitura “atleti olimpici indipendenti“: nessuna bandiera del Paese, né inno sul podio.

ALTRO PRECEDENTE: L’INDIA

Alle Olimpiadi di Rio 2016 i rappresentanti del Kuwait parteciparono da “apolidi“. Un bando adottato anche per l’India in precedenza causa il mancato rispetto delle regole della carta olimpica, e per le ingerenze politiche nelle elezioni del comitato locale.

EFFETTI: PERDITA DI VALORE DEI TORNEI PREOLIMPICI IN ITALIA

Tra gli effetti immediati della eventuale sospensione ci sarebbe anche la perdita da parte di tornei preolimpici in programma in Italia (come quello per la pallanuoto femminile) del loro valore: non sarebbero più eventi che assegnano i pass per i Giochi.

GIOCHI 2026: SVEZIA PRONTA A FARE RICORSO

E se a stretto giro l’allarme è per Tokyo, all’orizzonte si possono paventare rischi anche per Milano-Cortina 2026. All’organizzazione dei Giochi invernali, per cui l’Italia ha battuto la Svezia a Losanna il 24 giugno 2019, mancano sette anni ma certo è che una sanzione del Cio nei confronti del Paese ospitante potrebbe causare un ricorso delle sconfitte Stoccolma-Aare.

Con i decreti attuativi e legislativi saranno chiariti anche i dubbi che nascono da un fraintendimento, come dimostra la lettera del Cio


Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti

Il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti però non è sembrato preoccupato: «Legge che fa l’interesse di migliaia di associazioni dilettantistiche che assicurano lo sviluppo dello sport di base e garantiscono migliaia di lavoratori, che avranno inquadramento giuridico», ha detto. Per poi aggiungere: «Ora c’è la seconda parte del lavoro da fare col parlamento, i decreti attuativi e legislativi. Lì saranno chiariti anche i dubbi che nascono da un fraintendimento, come dimostra la lettera del Cio. Un lavoro che sarà svolto con equilibrio, misura e realismo per lo sviluppo e il bene del sistema sportivo». E per non rischiare di perdere Tokyo e Milano-Cortina.

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