Bonafede vuole dare la cittadinanza a Ramy

Bonafede vuole dare la cittadinanza a Ramy

26 Marzo 2019 07.50
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Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, si è schierato per il sì alla cittadinanza a Ramy, il 13enne di origine egiziana tra gli eroi dello scuolabus sequestrato alle porte di Milano da Ousseynou Sy.

«Credo si debba riconoscere un merito e dare un riconoscimento importante a un bambino che è stato capace di essere forte e di evitare una tragedia. Bisogna dare la cittadinanza a Ramy», ha detto Bonafede ai microfoni di Radio Capital. Ma nessuna apertura sullo ius soli: «Non ha nulla a che fare con questa vicenda e non è nel contratto di governo. Il M5s ha più volte ribadito che questo tema va discusso nell'agenda europea. Mi fa sorridere chi parla dello ius soli e quando era al governo non ha approvato la legge». Ma sull'opportunità di dare la cittadinanza a Ramy il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha già espresso parere negativo: «Le cittadinanze non le posso regalare e per dare le cittadinanze ho bisogno di fedine penali pulite. Non parlo dei ragazzini di 13 anni, ma non fatemi dire altro».

LA DIFESA DELLA LEGGE SULL'ABORTO

Bonafede ha parlato anche della legge 194: «Non ci sono dubbi che la legge sull'aborto sia una conquista del nostro Paese, mi guarderei bene dall'intervenire». La domanda alla quale il ministro ha risposto riguardava una proposta di legge di una cinquantina di parlamentari della Lega, che istituirebbe il riconoscimento del nascituro come soggetto giuridico ai fini dell'adozione, proposta che è stata interpretata come un grimaldello per modificare la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza. «Non conosco la proposta in questione, il parlamento la analizzerà, ma non ci sono dubbi che la 194 è stata una conquista di civiltà giuridica e sociale del nostro Paese», ha detto Bonafede. Quanto al convegno di Verona sulla famiglia, per il ministro «è Medioevo, l'ho detto e lo ribadisco. A Verona io non andrei né come semplice cittadino, né come uomo delle istituzioni. Ma un conto è partecipare a eventi del genere, un altro è chiedermi come si fa a governare con la Lega, con cui governiamo benissimo».

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