La classifica di Rsf sulla libertà di stampa del 2019

Nel rapporto di Reporters sans frontières l'Italia è al 43esimo: migliora di tre posizioni e supera gli Usa. Norvegia in testa, ultimi Corea del Nord e Turkmenistan.

18 Aprile 2019 12.04
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Buone notizie per questo riguarda la carta stampata del nostro Paese. L'Italia continua a guadagnare posizioni e supera gli Stati Uniti nella classifica mondiale di Reporters sans frontières (Rsf) sulla libertà di stampa, che vede il nostro Paese al 43esimo posto (su 180) rispetto al 46esimo dell'anno scorso e al 52esimo del 2017. Gli Usa, intanto, indietreggiano al 48esimo posto contro il 45esimo del 2018. In testa alla graduatoria annuale pubblicata il 18 aprile 2019 dalla Ong francese c'è di nuovo la Norvegia, seguita dalla Finlandia (+2 posizioni) e dalla Svezia (che perde una posizione). Ultimi la Corea del Nord e il Turkmenistan.

IN ITALIA RADDOPPIATI I GIORNALISTI SOTTO SCORTA PERMANENTE

La scalata di tre posizioni però non elimina una delle problematiche principali che vive la stampa in italia. Nel suo rapporto annuale Reporters sans frontières infatti scrive che «per rispondere alle gravi minacce di morte contro i giornalisti, attribuibili a reti mafiose o organizzazioni estremiste» sono «quasi una ventina» i cronisti italiani sotto scorta permanente, il doppio rispetto all'anno scorso. Rsf continua spiegando che «il livello di violenza espressa contro i professionisti dell'informazione della penisola si aggrava soprattutto in Campania, Calabria, Puglia e in Sicilia, ma anche a Roma e dintorni».

Molti giornalisti italiani sono stati apertamente criticati e insultati per il loro lavoro da rappresentanti politici, in particolare da alcuni membri dei M5s

L'ong francese ha anche denunciato come «molti giornalisti italiani» siano stati «apertamente criticati e insultati per il loro lavoro da rappresentanti politici, in particolare da alcuni membri dei M5s, che non hanno esitato a chiamarli 'sciacalli senza valore' e 'prostitute'. Per questo, alcuni di loro cedono oggi alla tentazione di autocensurarsi per evitare pressioni da parte dell'universo politico».

L'APPELLO DI REPORTERS SANS FRONTIÈRES PER ASSANGE

Qualche giorno fa Rsf ha lanciato un appello al Regno Unito affinché «prevalgano i principi di libertà d'espressione e di protezione del ruolo del giornalismo, in particolare, delle fonti giornalistiche, nel trattamento che verrà riservato» a Julian Assange. Per il segretario generale di Reporters sans frontières, Christophe Deloire, «prendere di mira Julian Assange a causa della divulgazione, con Wikileaks, di informazioni di interesse generale ai giornalisti (come le fughe dei cables diplomatici americani) sarebbe una misura strettamente punitiva e costituirebbe un pericoloso precedente per i giornalisti, i lanciatori d'allerta e altre fonti giornalistiche che possono essere potenzialmente perseguite negli Stati Uniti».

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