Agenas, la classifica dei migliori ospedali d’Italia

Alberto Muraro
26/10/2023

Al top l'Humanitas di Rozzano. Il Careggi di Firenze spicca nell'ambito cardiovascolare, mentre i centri migliori per la chirurgia oncologica sono il nosocomio di Mestre, l'Azienda ospedaliera di Padova, lo stabilimento Lancisi di Ancona e il Gemelli di Roma.

Agenas, la classifica dei migliori ospedali d’Italia

L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), in collaborazione con il Programma Nazionale Esiti (Pne), ha sviluppato su mandato del ministero della Sanità una classifica dei migliori ospedali italiani. In cima alla lista troviamo ancora una volta una struttura di Rozzano, il Clinico Humanitas, e l‘Azienda ospedaliero universitaria delle Marche.

La classifica dei migliori ospedali d’Italia: alta qualità clinica per almeno sei aree cliniche

Per il secondo anno consecutivo salgono dunque sul podio la struttura lombarda (privata) e quella marchigiana (pubblica): entrambe hanno guadagnato una valutazione di qualità alta o molto positiva in almeno sei aree cliniche su un totale di otto (sono respiratorio, cardiocircolatorio, chirurgia generale, chirurgia oncologia, nefrologia, osteomuscolare, sistema nervoso, gravidanza e parto). Come specificato dal Pne, delle 331 strutture italiane prese in considerazione nel rapporto, solo l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano tra gli istituti privati vanta una valutazione di qualità alta o molto alta per tutte le aree cliniche prese in considerazione (sette su otto). Se si considerano le strutture pubbliche, invece, quella che ha riportato una valutazione migliore è proprio l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, con qualità alta o molto alta evidenziata in sei aree. Ottimi anche i risultati ottenuti nell’ambito cardiovascolare dal Careggi di Firenze e nell’ambito oncologico dall’ospedale di Mestre, dall’Azienda Ospedaliera di Padova, dallo stabilimento Umberto I G.M. Lancisi di Ancona e dal Policlinico universitario Gemelli di Roma. Uno degli elementi più importanti evidenziati dall’analisi, inoltre, è il fatto che nella stragrande maggioranza degli ospedali italiani convivono aree di qualità alta e molto alta con altre aree di livello basso o molto basso. Per quanto il Pne sottolinei come sia cresciuto il numero di ospedali italiani classificati ad alta qualità, persistono delle «diseguaglianze nell’assistenza sanitaria» rispetto alle aree di intervento. Secondo i dati di Agenas, la proporzione di strutture sanitarie con un livello di qualità alto o molto alto per almeno il 50 per cento dell’attività svolta è aumentata dal 23 al 26 per cento nel 2022.

Otto ospedali da attenzionare

Sono per il resto otto gli ospedali italiani, sparsi tra Nord e Sud, caratterizzati da una qualità delle cure basse e che « vanno attenzionati», secondo quanto dichiarato dal direttore generale dell’Agenas Domenico Mantoan, che ha aggiunto: «Quest’anno, per la prima volta, invieremo la relazione sui dati presentati oggi al tavolo di monitoraggio Lea, perché ci si deve porre il tema di una serie di ospedali del nostro Paese dove la qualità delle cure è molto bassa».