Eni: le grane di Granata e l’arrivo di Sechi

Il braccio destro di Descalzi rischia di inciampare nella gestione dell'ufficio legale e il suo potere comincia a essere messo in discussione. Ora per tessere i rapporti con la politica ha deciso di legare ancora di più a sé e al Gruppo il direttore dei magazine del Cane a sei zampe.

19 Giugno 2019 10.11
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All’Eni, si sa, non si muove foglia che Claudio Granata non voglia. Ma dopo la vicenda di Piero Amara, che le faide interne al mondo della magistratura culminate nel caso Csm hanno amplificato, e i servizi urticanti di Report, anche il potere del braccio destro di Claudio Descalzi comincia a essere messo in discussione.

IL NODO DELLA GESTIONE DELL’UFFICIO LEGALE

Granata, che ha sotto il suo controllo talmente tante funzioni (IT, personale, legale, acquisti, sicurezza, servizi generali, relazioni esterne) da far storcere il naso a più di un consigliere di amministrazione («qui ci vuole l’Antitrust interno», è la battuta che circola), rischia di inciampare sulla gestione dell’ufficio legale.

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Perché, se è vero che l’ex capo degli affari legali (2005-2017) Massimo Mantovani è stato rimosso dalla guida della divisione Gas&Power – dove era stato promosso, diventando di fatto il numero tre dell’Eni, benché indagato – per essere relegato negli uffici londinesi di una società norvegese del Gruppo, è altrettanto vero che chi Granata ha voluto al suo posto come legal counsel è Stefano Speroni che di Mantovani è stato allievo e che a lui tuttora è legato. Scelta fatta senza acquisire il preventivo parere del cda e che con l’aggravarsi delle vicende che portarono allo spostamento di Mantovani – e testimoniato dal siluramento di Vincenzo Larocca, ex vice dell’ufficio legale, e di Antonio Vella, già a capo della divisione Esplorazione e produzione – ora rischia di rivelarsi un vero e proprio boomerang. Così come dall’ufficio legale Eni viene, sempre per mano di Granata, Marco Bollini, nominato alla testa della nuova direzione Negoziati commerciali, creata a diretto riporto di Descalzi.

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UN NUOVO RUOLO PER IL DIRETTORE DI WORLD ENERGY

Granata, però, si difende. Passato senza colpo ferire dall’intimità con Luca Lotti a quella con Stefano Buffagni, ora cerca di tenere contatti con la Lega attraverso Stefano Meloni, uomo degli Affari istituzionali dell’Eni molto vicino a Giancarlo Giorgetti, in passato emarginato e ora recuperato. E ha deciso di legare ancor di più all’Eni e a sé il giornalista Mario Sechi, mancato senatore di Mario Monti dopo aver sempre navigato nell’area di centrodestra. Già direttore di un trimestrale Eni, World Energy, dedicato alle energie rinnovabili, e del mensile Orizzonti, idee dalla Val d’Agri, con cui il Gruppo mantiene le relazioni con il mondo lucano, Sechi diventerà un dirigente del gruppo e avrà il compito di tessere rapporti con il mondo politico.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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Commenti: 1

  1. Si può supporre che ci si chieda tra i rumors di palazzo anche qualcosa del tipo quando si farà una mappa del petrolio in basilicata e delle aziende di “fiducia” a cui l’eni e total e altre danno l’esecuzione delle commesse, e
    come avviene la verifica contabile dei barili autodichiarati e come irregimentare il ruolo dei “politici” locali remissivi inesperti e deboli nel gestire un business maestoso e importante, che se fosse la val d’agri abu dhabi, se la val d’agri avesse integrità morale non dico di stampo islamico ma almeno salda e radicata nel profondo della storia, pur fermandosi solo ad enrico mattei senza arrivare a federico II, se così fosse da tutto il mondo andrebbero a vedere i grattacieli costruiti coi profitti del oro nero e provare il brivido della caccia col falcone.
    Ci si chiede anche se il petrolio alla fin fine non sia una faccenda di sinistra.

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