Ambiente: il cleantech supera il fintech e segna un cambio di rotta in Europa

Luca Sabia
01/01/2024

Mentre la politica dorme e scende a compromessi come dimostrato dai risultati deludenti della Cop28, gli investitori e le aziende del Vecchio Continente nel 2023 hanno scommesso sulla transizione verde. Creando lavoro e attraendo talenti.

Ambiente: il cleantech supera il fintech e segna un cambio di rotta in Europa

Ci sono storie che arrivano da lontano e che sono portatrici sane, citando l’eterno Maurizio Costanzo, di ispirazione positiva per milioni di persone. Come, per esempio, quella di Ellie Goulding. Originaria dell’Herefordshire, nel cuore delle verdi West Midlands inglesi, la cantante e attivista ha condiviso nella recente intervista al programma Today su Bbc Radio 4 la sua passione per le tematiche ambientali. E di come questa si leghi alle sue esperienze di bambina e al ruolo che la natura ha avuto nella sua formazione. Con il suo racconto ha piantato un seme. Lo stesso non si può dire dell’accordo con il quale si è chiusa la COP28. Sebbene presenti punti storici come l’impegno graduale verso la dismissione di combustibili fossili, è caratterizzato da ambiguità nel testo e dall’assenza di obblighi concreti. Nonostante sforzi positivi come la trasparenza sui sussidi ai fossili e i finanziamenti per il clima, infatti le indicazioni rimangono troppo vaghe per affrontare l’emergenza climatica. Insomma, un compromesso al ribasso, potenzialmente inadeguato per evitare gravi impatti climatici futuri. Come sostenuto da Bill Gates nel suo libro How to avoid a climate disaster pubblicato ai tempi della COP26, sarebbe necessario nuovo green deal, ma soprattutto bisognerebbe fare leva su scienza e tecnologia.

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Attivisti climatici a Dubai dove si è tenuta la Cop28 (Getty Images).

Nel 2023 le aziende cleantech hanno attratto il 27 per cento degli investimenti nel panorama tecnologico europeo

Un invito raccolto dalla comunità di investitori e innovatori europei, come sottolinea il rapporto State of European Tech 23 prodotto dal fondo di venture capital Atomico. Secondo lo studio, le aziende cleantech (cioè della clean Technology che comprende tutte le tecnologie per limitare o addirittura eliminar l’impatto ambientale di un processo produttivo) hanno superato quelle fintech (da Finance e Technology, cioè l’applicazione della tecnologia e degli strumenti digitali in ambito finanziario) nei mercati europei. Questo segna un cambio di prospettiva significativo. Nel 2023, le cleantech, che si concentrano sulla tecnologia ambientale, hanno attratto il 27 per cento di tutti gli investimenti nel panorama tecnologico europeo, più che raddoppiando la loro quota rispetto al 2021. Ciò non solo rappresenta un aumento significativo nell’investimento per la transizione verde, ma anche un chiaro rallentamento nei volumi di investimento nel settore delle fintech. In particolare, l’area “Sostenibilità/Clima” ha raggiunto un livello di maturità tale da essere ora una tendenza trasversale che sta trasformando una vastissima gamma di settori. Guardando alla distribuzione del capitale investito nel 2023, si legge nel lungo documento, i flussi di capitale più consistenti sono andati ai settori dei trasporti, dell’energia e della manifattura. I trasporti da soli hanno rappresentato un terzo (33 per cento) di tutto il capitale investito nella tecnologia europea nel 2023, seguiti dall’energia (24 per cento). Insomma, «gli investitori sono sempre più attratti da fondatori visionari che affrontano grandi problemi sociali, ambientali e sanitari, creando un ecosistema tecnologico più collaborativo e resiliente», ha commentato Shawn Atkinson, Partner e Global Co-Head of Tech Companies Group di Orrick. Inoltre, come ha sottolineato Erin Platts, Ceo di HSBC Innovation Banking Uk, «l’aumento dei finanziamenti per le aziende in fase di crescita e il potenziale per ulteriori Ipo nel 2024 delineano anche il quadro di un ecosistema tecnologico in Europa che sta maturando, aprendo più percorsi di crescita per fondatori con una missione».

Ambiente: il cleantech supera il fintech e segna un cambio di rotta in Europa
Un laboratorio a Barcellona (Getty Images).

In cinque anni il settore tech europeo ha portato la forza lavoro da poco più di 1 milione a oltre 2,3 milioni di dipendenti

Questa evoluzione è supportata da una massiccia migrazione di talenti che non solo mettono a disposizione le proprie capacità, ma cercano di risolvere problemi complessi. Il settore tech europeo ha costantemente creato nuove posizioni, portando la forza lavoro da poco più di un milione a oltre 2,3 milioni di dipendenti in soli cinque anni. Il 30 per cento degli imprenditori ha segnalato un miglioramento nell’acquisizione di talenti nell’ultimo anno, in aumento rispetto al 25 per cento del 2022 e al 15 per cento del 2021. Resta adesso da vedere se e come questo cambio di rotta influenzerà le politiche economiche e sociali.