Clima, l’Accordo di Parigi in 5 punti

03 Settembre 2016 14.04
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Quelle che fino a oggi sono state più che altro buone intenzioni nel portare avanti una politica mondiale a tutela del clima, potrebbero presto trasformarsi in azioni effettive. La plenaria del Parlamento europeo ha ratificato l’accordo di Parigi sul clima, il Cop 21, con 610 voti a favore, 38 contrari e 31 astenuti.
Un passo importante, perché per entrare in vigore l’intesa deve essere ratificata da almeno 55 Nazioni produttrici del 55% delle emissioni globali.
«ACCORDO IN VIGORE DA VENERDÌ». Grazie al voto, come comunicato dal ministro dell’Energia e dell’Ambiente francese Segolene Royal, «questo venerdì i sette Paesi europei che hanno già ratificato l’accordo depositeranno i documenti all’Onu, e con questo atto l’accordo entrerà definitivamente in vigore».
Il 3 settembre era arrivato lo storico sì di Stati Uniti e Cina, che insieme producono il 38% di emissioni CO2 al mondo.
 

 

«Oggi l’Unione europea ha trasformato le ambizioni sul clima in azione per il clima. L’accordo di Parigi è il primo di questo tipo e non sarebbe stato possibile senza l’Unione europea. Oggi abbiamo continuato a dimostrare leadership e dato prova che, insieme, l’Unione europea porta risultati concreti», ha dichiarato il presidente della Commissione Jean Claude Juncker prima del voto.
BAN KI-MOON: «POSSIBILE PASSO STORICO». Grande «apprezzamento per il ruolo guida della Ue nella lotta al cambiamento climatico» e per il fatto che «i vostri Paesi hanno riconosciuto l’importanza della minaccia e si sono mostrati pronti a cogliere le opportunità dei cambiamenti per l’economia che porteranno a società più sane» è stato espresso dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nel suo intervento davanti alla plenaria.

 

Ecco per punti cosa prevede il Cop 21
 

1. LIMITI AL RISCALDAMENTO GLOBALE
 

La bozza di accordo prevede di «limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto al livello pre-industriale entro il 2020 e di portare avanti sforzi per contenere l’aumento a 1,5 gradi». Questo obiettivo ambizioso «consentirebbe di ridurre significativamente i rischi e gli impatti del calbiamento climatico».


2. IMPEGNI NAZIONALI E REVISIONE

In base all’articolo 4, tutti i Paesi «dovranno preparare, comunicare e mantenere» degli impegni definiti a livello nazionale, con revisioni regolari che «rappresentino un progresso» rispetto agli impegni precedenti e «riflettano ambizioni più elevate possibile». I paragrafi 23 e 24 della decisione sollecitano i Paesi che hanno presentato impegni al 2025 «a comunicare entro il 2020 un nuovo impegno, e a farlo poi regolarmente ogni 5 anni», e chiedono a quelli che gia’ hanno un impegno al 2030 di «comunicarlo o aggiornarlo entro il 2020».
La prima verifica dell’applicazione degli impegni è fissata al 2023, i cicli successivi saranno quinquennali.


3.  LOSS AND DAMAGE (PERDITE E DANNI)

L’articolo 8 dell’accordo è dedicato ai fondi destinati ai Paesi vulnerabili per affrontare i cambiamenti irreversibili a cui non è possibile adattarsi, basato sul meccanismo sottoscritto durante la Cop 19, a Varsavia, che «potrebbe essere ampliato o rafforzato». Il testo «riconosce l’importanza» di interventi per «incrementare la comprensione, l’azione e il supporto», ma non può essere usato, precisa il paragrafo 115 della decisione, come «base per alcuna responsabilità giuridica o compensazione».


4. FINANZIAMENTI

L’articolo 9 chiede ai Paesi sviluppati di «fornire risorse finanziarie per assistere» quelli in via di sviluppo, «in continuazione dei loro obblighi attuali». Più in dettaglio, il paragrafo 115 della decisione «sollecita fortemente» questi Paesi a stabilire «una roadmap concreta per raggiungere l’obiettivo di fornire insieme 100 miliardi di dollari l’anno da qui al 2020», con l’impegno ad aumentare «in modo significativo i fondi per l’adattamento».


5. TRASPARENZA

L’articolo 13 stabilisce che, per «creare una fiducia reciproca» e «promuovere l’implementazione» è stabilito «un sistema di trasparenza ampliato, con elementi di flessibilità che tengano conto delle diverse capacità».

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