Clini, piano per pagare in base alle emissioni

Redazione
23/08/2012

Recupero e valorizzazione delle aree industriali dismesse, decarbonizzazione dell’economia, sicurezza del territorio e corretta gestione di rifiuti e acqua. Questa...

Clini, piano per pagare in base alle emissioni

Recupero e valorizzazione delle aree industriali dismesse, decarbonizzazione dell’economia, sicurezza del territorio e corretta gestione di rifiuti e acqua.
Questa la strategia disegnata dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini per lo sviluppo sostenibile dell’Italia, pubblicata sul sito del ministero.
PROTEZIONE DELL’AMBIENTE. Un contributo in cinque punti che Clini intende portare il 24 agosto all’attenzione del Consiglio dei ministri, nell’ambito del Piano crescita discusso dal governo.
Tra le misure anche pedaggi più leggeri per chi inquina meno.
Secondo il ministro «politiche e misure per la crescita sostenibile dell’Italia sono ‘incardinate’ nella strategia europea» al 2020 e al 2050 con «programmi, direttive e regolamenti per la protezione dell’ambiente».

Riutilizzare aree industriali, gestione rifìuti e risparmio dell’acqua

Clini ha individuato in cinque punti il suo Piano verde per il nostro Paese.
Al primo posto c’è la decarbonizzazione dell’economia: filiera nazionale per energia (decreti per rinnovabili termiche e ricerca per biocarburanti) e chimica ‘verde’, eco-edilizia, approvazione del Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di CO2, misure fiscali per la riduzione delle emissioni di CO2.
MOBILITÀ SOSTENIBILE. In questo ambito il ministro pensa anche all’introduzione di «un pedaggio differenziato in relazione alle emissioni specifiche di CO2/km con l’effetto di usare la leva del prezzo per modificare le modalità di trasporto facendo cassa a favore di programmi per la mobilità sostenibile». 
C’è poi il capitolo dedicato alla sicurezza del territorio con la prevenzione dei rischi e la revisione delle mappe di vulnerabilità, e l’approvazione del Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
AREE INDUSTRIALI DA RECUPERARE. Al terzo posto la valorizzazione delle aree industriali, per recuperare «aree strategiche per lo sviluppo urbano bloccate da anni», anche attraverso la semplificazione delle procedure e, per esempio, l’applicazione di un credito di imposta per chi investe nella reindustrializzazione.
RIFIUTI, RECUPERO DEL 70%. Ed ancora la gestione integrata dei rifiuti puntando «al recupero di almeno il 70% di materia entro il 2016 e alla semplificazione delle procedure» per gli impianti per la valorizzazione energetica.
Infine la gestione dell’acqua, riducendo i consumi e con una corretta depurazione.