Bufera in Friuli per i post dei leghisti Polidori e Asquini

Bufera in Friuli per i post dei leghisti Polidori e Asquini

05 Gennaio 2019 20.26
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Prima, il vicesindaco leghista di Trieste, Paolo Polidori, via social annuncia di avere gettato «con soddisfazione nel cassonetto» le coperte di un clochard come avrebbe fatto «un normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città». Poi, il collega di partito, l'assessore alla Sicurezza del Comune di Monfalcone (Gorizia), Massimo Asquini, sul suo profilo Facebook pubblica una filastrocca che denigra i migranti. I due post pubblicati dagli esponenti leghisti del Friuli Venezia Giulia dal 4 gennaio sono stati subissati da commenti molto critici – ma anche di sostegno, con tanto di hashtag #iostoconpolidori -, mentre da sinistra sono arrivate dure accuse, con annesse richieste di dimissioni.

CLOCHARD CON «PRECEDENTI PENALI» E «PROVVEDIMENTO D'ALLONTANAMENTO»

Tutto è iniziato il 4 gennaio, quando Polidori ha scritto sul suo profilo di avere «visto un ammasso di stracci buttati a terra» e, non vedendo nessuno, ha pensato «fossero stati abbandonati». Poi ha corretto il tiro: «Il mio gesto, forse eclatante, è stato travisato. Non ce l'ho con il clochard, ma con la situazione». Una situazione, ha detto, che è stata «strumentalizzata da altri partiti politici» e «pompata dai media». «Non ho gettato effetti personali, ma solo coperte e degli stracci». Si tratta, ha tenuto a ricordare, di un cittadino «romeno», «con precedenti penali» e su cui pende «un provvedimento di allontanamento da Trieste da parte della Questura». Mentre dal sindaco, Roberto Dipiazza, è arrivato un "no comment" e il Pd triestino in blocco ha chiesto le dimissioni, in difesa di Polidori è intervenuto il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga: «Andare a dire che il vicesindaco di Trieste lascia per strada al freddo una persona senza coprirsi è una falsità colossale che bisogna negare». Forse, ha fatto notare, «ha sbagliato nei modi».

Unanime il dissenso dai parlamentari del Pd e di LeU: da Matteo Renzi a Laura Boldrini, da Debora Serracchiani a Nicola Fratoianni, che hanno chiesto non soltanto la rimozione del vicesindaco del Carroccio, ma anche quella del collega di partito monfalconese, Asquini, che con le parole «Il migrante vien di notte con le scarpe tutte rotte; vien dall'Africa il barcone per rubarvi la pensione; nell'hotel la vita è bella nel frattempo ti accoltella; poi verrà forse arrestato e l'indomani rilasciato» ha sollevato l'indignazione del web e dell'opposizione. Lui ha minimizzato: «Non c'è nulla di offensivo, è quello che tutti gli italiani pensano».

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