Così lo scontro interno al M5s rallenta il codice della strada

Il deputato De Lorenzis vuole accelerare sul carsharing fuori dalle piattaforme. Toninelli frena. E alla fine a bloccare tutto ci ha pensato il Mise di Di Maio. Così sulle nuove norme per le auto i grillini prendono strade diverse.

01 Luglio 2019 22.30
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I maggiorenni avranno il permesso di andare con gli scooter 125 in autostrada. I monopattini e gli skate potranno girare nelle aree pedonali. Divieto assoluto e multe salatissime (fine a 1.700 euro) per chi risponde a un sms o a un messaggio whatsapp o mette un like sui social mentre guida. Ma la rivoluzione che la maggioranza gialloverde voleva introdurre con il nuovo codice della strada rischia di restare sulla carta non soltanto per i veti incrociati di Cinquestelle e Lega. E che già hanno bloccato l’interdizione di fumare in auto, la possibilità di usare le bici sulle corsie preferenziali, l’innalzamento dei limiti di velocità a 150 chilometri orari sulle autostrade con tre corsie fino alla messa fuorilegge delle botticelle, le carrozzelle trainate dai cavalli che fanno la gioia di turisti e bambini. Sì, perché a rallentare il codice della strada c’è tutta una guerra interna ai Cinquestelle sull’allargamento dell’uso della cosiddetta condivisione temporanea del veicolo tra privati.

IL TESTO SUL CARSHARING BLOCCATO DAL MISE

Volgarmente, il carsharing tra gli automobilisti, fuori dalle piattaforme elettroniche come CarToGo. Ad accelerare su questo fronte è un deputato del Movimento, il pugliese, Diego De Lorenzis, a frenare invece è il ministero delle Infrastrutture, dove siede come responsabile un grillino di primo piano come Danilo Toninelli. Per ridurre il traffico e l’inquinamento, De Lorenzis – che ha presentato anche un disegno di legge in questa direzione – propone di facilitare il car sharing tra privati, i quali mettono a disposizione la loro vettura dietro il pagamento di un fee (canone, ndr) simbolico. Ma la norma in questione è stata bloccata dal Mise, non fosse altro perché contraria alle disposizioni antiterrorismo del nuovo decreto sicurezza. Dopo settimane in discussione in commissione Trasporti della Camera – dove il testo giace da mesi – De Lorenzis ha dovuto presentare un emendamento soppressivo della sua proposta, convinto com’è di rilanciare il tema attraverso il disegno di legge ad hoc.

LA RETROMARCIA SU MULTE E NOLEGGIO

Intanto nel Codice, che si spera di portare in aula nelle prossime settimane per la prima approvazione, c’è una forte novità per le piattaforme di carsharing e le società di noleggio auto. Una sentenza della Cassazione dice che in caso di multa non pagata da chi affitta l’auto, è l’azienda locataria a versare il dovuto all’Erario o ai Comuni. In quest’ottica – e per venire incontro al settore che lamenta perdite anche vicine ai 100 milioni di euro – la maggioranza è pronta ad approvare un emendamento del forzista Giorgio Mulè, che esonera le compagnie a prendersi carico delle sanzioni non versate e che invece saranno sempre e comunque pagate dal locatore.
Anche su questo fronte il Mise avrebbe da ridire: così come è scritta, la norma potrebbe essere estesa ed applicata a tutte le realtà che noleggiano veicoli a motori, compresi furgoncini per le consegne e macchine industriali. Tirano invece un sospiro di sollievo le forze dell’ordine, convinte che la sentenza della Cassazione avesse di fatto creato un lasciapassare per guidatori spericolati e irresponsabili, in grado di mettere a rischio la sicurezza sulle strada.

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