Come cambiano le regole del Pronto soccorso

I codici diventano cinque: arrivano l'Arancione e l'Azzurro, mentre sparisce il Giallo. Le cose da sapere.

01 Agosto 2019 13.44
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Pronto soccorso si cambia. Codici numerici da uno a cinque a cui le Regioni potranno associare un codice colore: Rosso per un’emergenza che necessita di un accesso immediato; Arancione per urgenze che vanno gestite entro brevissimo tempo; Azzurro per interventi che vanno gestiti entro un’ora; Verde per urgenze minori da gestire entro due ore; Bianco per interventi non urgenti da gestire entro quattro ore. È quanto prevede, tra le altre cose, il via libera alle Linee di indirizzo nazionali sul Triage Intraospedaliero.

PERIODO DI TRANSIZIONE DI 18 MESI

Sergio Venturi, coordinatore vicario della commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha commentato: «L’accordo Stato-Regioni è positivo soprattutto perché allinea l’Italia agli standard della maggior parte degli altri Paesi a livello internazionale, perché considera la presa in carico della persona nella sua interezza, partendo proprio dalla necessità di una maggiore attenzione all’umanizzazione della cura e infine perché pone le basi per ridefinire e valorizzare il ruolo della medicina d’emergenza-urgenza e delle strutture dei Pronto soccorso». Secondo Venturi, «è naturalmente previsto un periodo di transizione di 18 mesi e si punta a una migliore organizzazione delle aree e degli spazi, distinguendo, nell’ambito della presa in carico, un’area di osservazione breve e intensiva che comporti, oltre all’osservazione clinica, una terapia a breve termine e la possibilità di approfondimenti diagnostici».

OBIETTIVO: RIDURRE I RICOVERI INAPPROPRIATI

L’obiettivo è anche «ridurre ricoveri inappropriati e aumentare la sicurezza delle dimissioni dal Pronto soccorso». «Ma la vera scommessa», ha concluso Venturi, «è delineata nel piano per gestire il sovraffollamento fondato su una interazione funzionale fra ospedale e territorio con una definizione dei ruoli e delle reti sia ospedaliere che territoriali». Il modello proposto «è quello hub & spoke, con la conseguente classificazione delle strutture ospedaliere in funzione della diversa complessità clinico-assistenziale, differenziando i presidi ospedalieri in sedi di Pronto soccorso, Dea di 1° livello e Dea di 2° livello. Un modello che per alcune malattie complesse e in alcune Regioni del Paese è già una realtà».

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