Colao: «La riapertura sarà a ondate»

Redazione
29/04/2020

Il manager parla della Fase 2: in caso di ritorno dei contagi «occorre intervenire il più in fretta possibile, nella zona più piccola possibile». Poi spiega che la crisi è l'occasione «per rilanciare tutto il sistema Italia». Ma la ricetta che propone sembra destinati a restare solo sulla carta a causa delle lentezze burocratiche e macchinose delle task force.

Colao: «La riapertura sarà a ondate»

Tanti buoni propositi, ma che paiono destinati per ora a rimanere solo sulla carta a causa delle lentezze burocratiche che un meccanismo farraginoso come quello delle task force porta con sé. È quando emerge dalla ricetta per far ripartire l’Italia di Vittorio Colao, capo della task force per la Fase 2, intervistato dal Corriere della sera in vista dell’appuntamento chiave del 4 maggio, quando cominceranno a essere allentate le misure del lockdown. Il manager parla di un’apertura a ondate permetterà di testare il sistema, ma andranno sempre monitorati andamento dell’epidemia, tenuta della risposta ospedaliera, disponibilità dei dispositivi protettivi. In caso il contagio tornasse a salire «l’approccio non dovrà essere nazionale e neppure regionale, ma microgeografico: occorre intervenire il più in fretta possibile, nella zona più piccola possibile».

Colao ha sottolineato anche di aver «nessuna intenzione di fare politica, alla fine tornerò al mio lavoro. Mi è stato chiesto di aiutare a gestire una fase complicata, con un gruppo di persone esperte di diverse materie». Quanto all’app di tracciamento, Colao spiega che è importante lanciarla entro fine maggio e che venga scaricata da un numero consistente di persone, «altrimenti servirà a poco». La crisi economica che seguirà all’epidemia? «È l’occasione per rilanciare tutto il sistema Italia».

L’economia per il capo della task force, ripartirà, ma bisogna aiutare le imprese sul fronte liquidità, ammodernare le strutture produttive e distributive, e sollevarle da ritardi amministrativi o altre complicazioni burocratiche, «e il momento per farlo è adesso». Servirà, ha affermato Colao, un intervento dello Stato, «la Cassa Depositi e Prestiti può essere lo strumento giusto». Ma il rischio recessione globale c’è, aggiunge il manager, «dipenderà dalla scoperta di una terapia e di un vaccino e dalla governance mondiale: serve un coordinamento internazionale».